Cloud Storage e privacy: SpiderOak invece che Dropbox, lo dice Snowden

Edward Snowden consiglia di usare SpiderOak piuttosto che Dropbox in quanto protegge la privacy e file con la caratteristica zero-knowledge

Edward Snowden l'ex tecnico della CIA divenuto noto per le sue rivelazioni riguardo i segreti programmi di sorveglianza tenuti da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna e che diedero luogo allo scandalo della NSA, in tema di privacy ha recentemente messo in guardia gli utenti riguardo il noto servizio di cloud storage Dropbox.

Snowden ha infatti dichiarato che "Dropbox è ostile alla privacy" in quanto i dati archiviati su tale servizio seppur crittografati possono essere visti in chiaro sotto richiesta del governo o di un giudice in quanto Dropbox (che al momento conta più di 200 milioni di utenti) non prevede l'ambiente "zero-knowledge". Tra l'altro la nomina di Condoleezza Rice (l'ex segretario di Stato degli Stati Uniti nella seconda amministrazione di George W. Bush) nel consiglio di amministrazione di Dropbox, rafforza i dubbi dell'ex tecnico CIA, riguardo Dropbox, che in proposito l'ha definita come "l'ufficiale più anti-privacy che si possa immaginare".

Snowden consiglia dunque di utilizzare servizi di cloud storage che prevedono la caratteristica zero-knowledge, suggerendo tra questi SpiderOak (che offre anche un piano gratuito da 2 GB di spazio di archiviazione online). Ma cos'è zero-knowledge privacy?
Come riportato sul sito di SpiderOak, zero-knowledge significa che i server sui quali vengono archiviati i dati degli utenti non hanno e non danno la possibilità di vedere in chiaro e di accedere ai dati memorizzati in quanto criptati con modalità end-to-end dalla password dell'utente.

Ma la cosa importante dell'ambiente zero-knowledge è che a differenza di altri cloud storage, la password di criptazione non viene salvata sui server di SpiderOak e questo garantisce agli utenti che nessuno potrà avere accesso ai loro file archiviati. Di conseguenza anche in seguito a un attacco hacker interno o esterno ai server, o a un controllo di agenzie governative e/o forze dell'ordine di una qualche nazione, i file memorizzati su SpiderOak risulteranno essere comunque al sicuro da occhi indiscreti, protetti e criptati dalla password dell'utente impossibile da decriptare; e infine nel caso in cui un giudice dovesse obbligare l'utente a rivelare la password di accesso a tali file, potrebbe sempre valere la scusa di averla dimenticata.

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3 commenti

Mettere la Rice nel consiglio di Dropbox è come mettere la volpe a guardia del pollaio... 8-o
Mi sa che Edward non ha tutti i torti. Grazie delle info, Vinnie.

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Ahahah si rende benissimo l'idea. E comunque Condoleezza a parte è davvero importante puntare a servizi di archiviazione online sviluppati con tecnologia zero-knowledge se si vuole che i propri file siano davvero al sicuro.

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Ecco infatti l'articolo "I migliori servizi cloud storage più sicuri per la privacy":

http://www.guidami.info/2014/07/migliori-servizi-cloud-storage-piu-sicuri-per-la-privacy.html

;)

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