Come riavere le app mancanti su iPhone,iPad,iPod dopo il ripristino da backup

Se si è ripristinato allo stato di fabbrica l'iPhone, iPad o iPod touch e/o da un precedente backup attraverso iTunes, di norma conclusa la procedura sul dispositivo ci si dovrebbe ritrovare tutte le applicazioni che c'erano prima.

Ma purtroppo i problemi sono sempre li dietro l'angolo e di conseguenza dopo aver effettuato il ripristino da un precedente backup ci si potrebbe ritrovare con il dispositivo senza installate le applicazioni che invece avrebbero dovuto esserci in condizioni normali.

È quello che è successo a me, ovvero dopo aver  ripristinato (o meglio inizializzato) l'iPod touch alle impostazioni iniziali di fabbrica e poi dopo aver effettuato il ripristino da backup attraverso iTunes, sul dispositivo c'era tutto tranne che le applicazioni precedentemente installate, ben 187. Ripetendo più volte la procedura di ripristino da backup niente cambiava.

In tal senso la soluzione è comunque a portata di mano. Se infatti sul computer in uso si è effettuato uno o più backup del dispositivo con iTunes, sotto la cartella Documenti o Musica ci sarà la cartella iTunes dentro la quale è presente la sottocartella "iTunes media" che contiene appunto la copia dei file multimediali del dispositivo fra le quali anche le applicazioni che più precisamente si trovano dentro la sottocartella "Mobile Applications" (sotto forma di file con estensione .ipa).

Se questi requisiti sono soddisfatti allora è possibile riavere indietro le proprie applicazioni, dunque a seguire andiamo a vedere come rimetterle sull'iPhone, iPad o iPod touch.

1. Collegare l'iPhone/iPad/iPod touch al computer, avviare il programma iTunes e qui portarsi (agendo dalla barra dei menu sul pulsante dei tre pallini in orizzontale) nella schermata App > Le mie app e come nell'esempio sotto in figura:
Aggiungere app iOS da cartella Mobile Applications a iTunes
portare in primo piano sopra iTunes la finestra della cartella "Mobile Applications" quindi selezionare tutte le app che si desidera ripristinare e con il mouse trascinare e rilasciare la selezione sopra la schermata "Le mie app" di iTunes. In questo modo tutte quelle applicazioni verranno automaticamente aggiunte (per ora virtualmente) al dispositivo.

2. Terminata l'aggiunta delle app, adesso su iTunes portarsi sulla schermata del dispositivo (agendo sempre dalla barra dei menu e questa volta cliccando il pulsante che come icona ha l'iPhone/iPad/iPod) e nel menu a colonna a sinistra nella sezione "Impostazioni" cliccare l'opzione "App". Come si avrà modo di vedere e come nell'esempio sotto in figura:
iTunes installa nuove applicazioni in automatico
ecco che più a destra nel riquadro "App" in lista verranno visualizzate tutte le applicazioni appena aggiunte dalla cartella "Mobile Applications"; in fondo a questo riquadro adesso selezionare l'opzione "Installa automaticamente nuove applicazioni" (per selezionare tutte quelle in lista in un colpo solo, diversamente lo si dovrà fare in modo manuale cliaccando per ognuna di esse il rispettivo pulsante "Da installare") e in basso a destra ella finestra di iTunes cliccare il pulsante "Applica" per confermare l'aggiunta di tali app e avviare così la prima sincronizzazione.

3. Aggiunte le applicazioni e terminata la prima sincronizzazione, sempre nella schermata "App" quando sul display comparirà la notifica "Attendo che le modifiche siano applicate" (sotto in figura):
iTunes notifica Attendo che le modifiche siano applicate
cliccare nuovamente il pulsante "Applica" in basso a destra della finestra di iTunes per avviare ora l'effettiva copia e sincronizzazione delle applicazioni sul proprio iPhone, iPad o iPod touch.

Al termine (la procedura potrebbe richiedere più o meno tempo a seconda del numero delle applicazioni aggiunte) tutte le applicazioni che si è precedentemente aggiunto dalla cartella "Mobile Applications" (come spiegato al passo 1) saranno ora fisicamente presenti nuovamente sul proprio dispositivo e fra l'altro con tanto di eventuali progressi salvati.

LEGGI ANCHE: Come aggiornare le app da iTunes se non si aggiornano da iPhone, iPad, iPod touch

Come masterizzare su Windows 10 senza programmi (film, musica, foto, documenti ecc)

Per masterizzare file su computer Windows (es. musica, film, foto, documenti, programmi, file ISO ecc) a disposizione ci sono svariati software appositi per farlo come ad esempio questi migliori programmi gratis in italiano per masterizzare.

Ma a partire da Windows Vista e decisamente meglio da Windows 7 in poi ovvero anche su Windows 8, 8.1 e 10, i sistemi operativi Windows sono forniti con preinstallato lo strumento per masterizzare file su CD e DVD dunque senza bisogno di dover scaricare e installare software di terze parti.

NOTA: Lo strumento di Windows permette di masterizzare in dati ovvero di scrivere su CD e DVD video (avi, mp4, mpg ecc), audio (mp3), fotografie (jpg, jpeg, png ecc), documenti, installer dei programmi e via dicendo. Per quanto riguarda esclusivamente i file audio si ha la possibilità di scegliere se masterizzare in modalità CD audio compatibile con i lettori standard oppure in modalità CD dati quest'ultimo da preferire in caso di file mp3 in quanto permette di masterizzare un numero decisamente più elevato di file su un solo CD rispetto al CD audio.

LEGGI ANCHE: Come portare gli MP3 allo stesso volume tutti insieme con un clic

A seguire andiamo dunque a vedere come masterizzare file su Windows con lo strumento integrato nel sistema (verrà utilizzato come SO Windows 10 ma la procedura è pressoché uguale con i suoi predecessori fino a Windows 7).

1. Per prima cosa aprire la cartella (che può essere anche una unità di memoria esterna collegata al computer ad esempio chiavetta USB e hard disk esterno) nella quale si trovano i file che si desidera masterizzare siano essi video, audio, immagini o quant'altro e come nell'esempio sotto in figura:
Windows 10 scrivi su disco file selezionati
dopo aver selezionato i file di proprio interesse spostarsi nella scheda "Condividi", nella barra degli strumenti cliccare il pulsante "Scrivi su disco" e quando richiesto inserire il CD o DVD vergine nel masterizzatore del computer.

2. Subito dopo i file selezionati verranno aggiunti alla lista di quelli da masterizzare sull'unità masterizzatore del computer; tale lista verrà visualizzata in un'apposita finestra nella quale come nell'esempio sotto in figura:
Windows 10 completa masterizzazione
occorre spostarsi sulla scheda "Strumenti dischi > Gestisci" e qui cliccare il pulsante "Completa masterizzazione".

3. Verrà così avviato lo strumento vero e proprio di Windows per la masterizzazione nel quale come nella sequenza sotto in figura:
Strumento di masterizzazione di Windows 10
- Nella prima schermata è necessario digitare un titolo da dare al disco e indicare la velocità di registrazione (masterizzazione) espandendo il menu a tendina e selezionando quella preferita fra le disponibili; confermare cliccando il pulsante "Avanti".

- Nella seconda schermata (che verrà visualizzata solo in caso di masterizzazioni di file audio) si deve indicare se si desidera masterizzare un CD audio o un CD dati prendendo in considerazione la nota riportata a inizio di questa guida; confermare cliccando il pulsante "Avanti".

- In entrambi i casi dopo aver cliccato il pulsante "Avanti" verrà subito avviata la masterizzazione (salvo eventuali problemi, che verranno segnalati nell'immediato e ai quali si può rimediare correggendo ciò che non va per poi avviare nuovamente la masterizzazione, come ad esempio CD o DVD non vergine oppure dimensione dei file più grande della capacità del CD o DVD vergine) e il suo avanzamento lo si potrà vedere nella terza schermata nella quale come si avrà modo di notare verrà riportato anche il tempo rimanente alla fine del processo.
Ultima finestra strumento masterizzazione Windows 10
Masterizzazione che infine una volta terminata espellerà il disco dal masterizzatore del computer e nell'ultima schermata (sopra in figura) dà all'utente la possibilità di masterizzare nuovamente gli stessi file su un altro disco vergine oppure uscire dallo strumento di masterizzazione cliccando il pulsante "Fine".

LEGGI ANCHE: Masterizzare ISO su USB, DVD o CD in un clic con ISO2Disc

Riparare problemi dell'hard disk con chkdsk su Windows senza usare programmi

Ad un certo punto l'hard disk del computer potrebbe avere dei problemi e dare luogo alla visualizzazioni di errori e in casi più gravi al rallentamento, blocco, crash del PC.

Escludendo danni a livello hardware ecco allora che in tali circostanze si deve intervenire da lato software e prima cosa su tutto controllare e riparare gli eventuali problemi dell'hard disk trovati impiegando apposite applicazioni oppure utilizzando direttamente lo strumento chkdsk preinstallato e dunque presente su ogni versione di Windows.

Chkdsk (Checkdisk) è impiegato nei sistemi DOS e su i sistemi operativi Microsoft Windows per eseguire il controllo di errori nel file system di un hard disk o di una unità di memoria flash collegata al PC ed eventualmente per procedere con la correzione automatica riparando i problemi riscontrati.

Come usare Chkdsk da Risorse del computer
Il metodo più semplice per eseguire e avviare Chkdsk e dunque adatto agli utenti meno esperti consiste nell'entrare in Risorse del computer, qui fare un clic destro di mouse sull'hard disk o sull'unità di memoria collegata al PC che si desidera controllare e riparare, e nel menu contestuale che verrà visualizzato cliccare la voce "Proprietà".
Avviare Controllo errori disco chkdsk Windows
Come nell'esempio sopra in figura a seguire verrà visualizzata la finestra delle proprietà dell'unità di memoria selezionata, dunque portarsi nella scheda "Strumenti" e nella sezione "Controllo errori" cliccare il pulsante "Esegui ScanDisk..." (oppure "Controlla" sulle versioni più recenti di Windows) e a seguire nella finestra delle opzioni di controllo disco che comparirà selezionare le due opzioni "Correggi automaticamente gli errori del file system" e "Cerca i settori danneggiati e tenta il ripristino".

NOTA: Volendo si potrebbe selezionare soltanto la prima opzione per risparmiare tempo e fare solo un rapido controllo, ma se l'intenzione è di controllare in maniera approfondita il disco e riparare gli eventuali problemi e settori danneggiati è bene selezionarle entrambe.

Dopo aver cliccato il pulsante "Avvia" avrà così inizio la procedura di controllo del disco e la correzione dei problemi che verranno individuati. Tenere presente che se si è indicato di controllare l'hard disk principale dove è installato Windows non sarà possibile procedere in quanto il disco è in uso, dunque apparirà una finestra di dialogo dove viene chiesto se si desidera pianificare il controllo del disco al prossimo riavvio del sistema, dunque cliccare il pulsante "Si" e riavviare il computer per dare inizio al tutto (cliccare "No" per annullare tutto).

NOTA: All'occorrenza è possibile annullare la pianificazione del controllo disco avviando il prompt dei comandi come amministratore (vedi paragrafo sotto per come fare) e qui digitando e inviando il comando chkntfs C: /X e subito dopo la notifica  "Il file system è di tipo NTFS" significherà che la pianificazione in questione è stata annullata.

Tenere in considerazione che a seconda della dimensione dell'hard disk e della quantità di file presenti al suo interno, la procedura potrebbe richiedere anche parecchio tempo (ore) affinché venga completata, dunque effettuarla quando non si ha necessità di utilizzare il computer.

Come usare Chkdsk dal Prompt dei comandi
Chkdsk può essere eseguito anche dal prompt dei comandi di Windows e perciò adatto a utenti un po' più avanzati e da essi preferito in quanto il vantaggio di usare chkdsk dal prompt dei comandi consiste nelle diverse variabili che è possibile sottoporre al controllo disco.
Eseguire chkdsk da prompt comandi di Windows
Oltre infatti oltre alle due opzioni "Correggi automaticamente gli errori del file system" e "Cerca i settori danneggiati e tenta il ripristino" che sul prompt di Windows si impartiscono rispettivamente digitando e inviando il comando chkdsk C: /F e chkdsk C: /R o ancora meglio entrambe in una volta sola con il comando chkdsk C: /F /R (sostituendo la letta C con quella assegnata all'unità che si desidera controllare) all'occorrenza è possibile impartire anche i seguenti comandi sotto chkdsk:
  • /F corregge automaticamente gli errori del file system
  • /R cerca i settori danneggiati e tenta il ripristino (deve essere usato insieme alla variabile /F)
  • /V su unità con file system FAT/FAT32 visualizza il percorso e il nome di ogni file presente sul disco, mentre su unità con file system NTFS visualizza gli eventuali messaggi di pulizia
  • /L:XXX (dove XXX è da sostituire con il numero di kylobyte desiderato) reimposta la dimensione del file di registro sul numero di kilobyte specificato (solo su unità con file system NTFS)
  • /X forza lo smontaggio del volume se necessario (deve essere usato insieme alla variabile /F)
  • /I esegue un controllo meno accurato delle voci di indice (solo su unità con file system NTFS)
  • /C non esegue un controllo dei cicli all'interno della struttura delle cartelle (solo su unità con file system NTFS)
  • /B ripete la valutazione dei cluster danneggiati del volume (deve essere usato insieme alla variabile /R e solo su unità con file system NTFS)
  • Tutte le altre variabili possono essere visualizzate digitando e inviando nel prompt il comando chkdsk /?
Tenere in considerazione che per impartire il comandi chkdsk e annesse variabili è necessario eseguire il prompt dei comandi con diritti di amministratore:
  • Su Windows XP il prompt dei comandi come amministratore si avvia da Start > Tutti i programmi > Accessori;
  • Su Windows Vista e Windows 7 andare aprire il menu Start, nel campo cerca digitare cmd e nel risultato di ricerca corrispondente farci sopra un clic destro di mouse e nel menu contestuale cliccare l'opzione "Esegui come amministratore";
  • Su Windows 8, 8.1 e 10 nella tastiera premere la combinazione dei due tasti Windows+X (su Windows 10 si può fare anche clic destro del mouse sul tasto Start) e nel menu contestuale cliccare l'opzione "Prompt dei comandi (amministratore)".
Infine come per chkdsk impiegato da Risorse del computer anche qui sul prompt dei comandi vale la regola che se si sta indicando di effettuare il controllo disco dell'hard disk principale dove è installato Windows è necessario pianificare l'operazione al prossimo riavvio del computer rispondendo alla rispettiva notifica che verrà visualizzata con la S o con la N per accettare o meno la pianificazione (vedi immagine sopra in figura).

LEGGI ANCHE: Comuni errori informatici da non fare al computer

Come ricaricare il cellulare dal portatile con coperchio chiuso

Per evitare di ritrovarsi con la batteria dello smartphone quasi scarica proprio quando si ha necessità del telefono, in via preventiva è bene attuare alcuni stratagemmi come quelli consigliati qui per Android e qui per iOS.

Ad ogni modo se si ha necessità di ricaricare la batteria del cellulare le soluzioni sono due: o lo si collega alla presa elettrica a muro oppure a un dispositivo elettronico dotato di porta USB ad esempio il computer desktop o il portatile (notebook e netbook).

In quest'ultimo caso di collegamento dello smartphone al portatile si avrà pero sicuramente avuto modo di notare che il telefono viene ricaricato soltanto quando il computer è attivo ma non quando è in stato di sospensione e/o con il coperchio chiuso.

Si tratta di un'impostazione di sistema predefinita che ha lo scopo di preservare la carica della batteria del portatile quando non viene utilizzato e perciò quando si trova in questo stato in automatico interrompe il passaggio di energia al cellulare collegato (e a qualsiasi altro dispositivo elettronico).

Si potrebbe dunque prendere in considerazione di disattivare la sospensione del portatile quando non lo si utilizza, ma se il portatile non è collegato alla presa elettrica così facendo la sua stessa batteria andrebbe a scaricarsi più rapidamente e di conseguenza la ricarica del cellulare sarà insufficiente.

LEGGI ANCHE: Trucco per aumentare la durata della batteria del portatile di alcuni minuti

Ecco allora che torna utile il trucco che andremo ora  a vedere e che in maniera semplice permette di ricaricare il cellulare dal portatile anche quando il coperchio di quest'ultimo è chiuso e/o comunque quando il computer e in stato di sospensione.

1. Portarsi in Pannello di controllo > Sistema e sicurezza > Sistema e nel menu a colonna a sinistra cliccare il link "Gestione dispositivi".

2. Nella finestra "Gestione dispositivi" che a seguire verrà visualizzata, nella lista individuare ed espandere la voce "Controller USB (Universal Serial Bus) e come nell'esempio sotto in figura:
Windows Gestione dispositivi aprire proprietà Hub radice USB
procedendo una alla volta, su ogni "Hub radice USB" fare un clic destro di mouse e nel menu contestuale cliccare la voce "Proprietà".

3. Nella finestra "Proprietà - Hub radice USB" che verrà visualizzata portarsi nella scheda "Risparmio energia" e qui come nell'esempio sotto in figura:
Windows disattivare opzione Consenti computer spegnere dispositivo
deselezionare la casella di controllo dell'opzione "Consenti al computer di spegnere il dispositivo per risparmiare energia" per disattivarla. Confermare cliccando il pulsante OK e ripetere la procedura con tutte le altre voci "Hub radice USB".

Finito. Da ora in avanti il computer portatile anche se in stato di sospensione e/o con il coperchio chiuso ricaricherà comunque la batteria del cellulare.

NOTA: Qualora nonostante il trucco appena descritto non si dovesse sortire alcun effetto, allora è probabile che tale impostazione sul proprio portatile vada gestita dal BIOS. Dunque riavviare il computer, entrare nel BIOS e nella scheda "Advance Settings" (o simile) cercare l'impostazione "USB wake support" (o simile) e attivarla (su "Enabled"); salvare le modifiche apportate e riavviare il computer, quindi verificare se adesso il trucco funziona.

Infine per ricaricare più velocemente la batteria del cellulare quando è collegato via USB al computer portatile, attuare questi suggerimenti quando possibile:

- Spegnere lo smartphone oppure metterlo in modalità "Aereo" o "Offline" in maniera tale che tutta la parte internet e radio del dispositivo venga disattivata favorendo così un più veloce assorbimento di energia;

- Se è disponibile, nel portatile collegare lo smartphone a una porta USB 3.0 piuttosto che 2.0 o peggio 1.0 in quanto anche in questo caso seppur di poco, la ricarica della batteria dovrebbe essere più veloce.

LEGGI ANCHE: Durata di vita della batteria dei cellulari, tablet e computer portatili: consigli utili

Impedire che Windows Store si apra in automatico su Chrome e Firefox

Chi sul computer sta usando Windows 10 o Windows 8.1 probabilmente si sarà accorto che quando su Google Chrome o Firefox si clicca o si visita un link che rimanda a un'applicazione o altra risorsa del Windows Store, in automatico si apre l'app Windows Store desktop vera e propria che punta alla pagina della risorsa in questione; ad esempio con uno di questi due browser internet provate a cliccare questo link e vedete che succede (vedi anche immagine sotto in figura).

Se da un punto di vista tale comportamento può tornare utile nel caso in cui si è intenzionati a scaricare quella risorsa, d'altra parte invece può risultare essere fastidiosa magari perché si ha soltanto intenzione di leggere la descrizione e qualche altra informazioni di quella risorsa e in base a ciò decidere poi se scaricarla lanciando manualmente il Windows Store con un clic sull'apposito pulsante "Scarica".
Firefox link app apre Windows Store in Windows 10 e 8.1
Se si è in cerca a una soluzione a questo comportamento, a seguire andiamo dunque a vedere come impedire che il Windows Store si apra automaticamente quando su Chrome o Firefox si clicca o si visita un link che rimanda a una risorsa del Windows Store.

Su Firefox
1. Sul browser internet di casa Mozilla nella barra degli indirizzi internet digitare e inviare il comando about:config e nella pagina di avviso che verrà visualizzata confermare e proseguire cliccando il pulsante "Farò attenzione, prometto".

2. Nella pagina dei parametri di configurazione di Firefox che verrà visualizzata, nel campo "Cerca" incollare il parametro network.protocol-handler.external.ms-windows-store per visualizzarlo nei risultati di ricerca e come nell'esempio sotto in figura:
Firefox modifica valore Windows Store in about config
farci sopra un doppio clic di mouse per impostare il valore su "false" invece che sul predefinito "true". Finito. Da ora in avanti quando con Firefox si aprirà un link di una risorsa Windows Store, l'applicazione desktop Windows Store di Windows 10 o 8.1 non si avvierà più in automatico.

Ovviamente nel caso in cui in futuro si cambiasse idea, la modifica è del tutto reversibile, ovvero non si dovrà fare altro che settare su "true" il parametro network.protocol-handler.external.ms-windows-store che si aveva settato su "false".

Su Chrome
Sul browser di Google la modifica è un po' più elaborata ma comunque fattibile abbastanza facilmente. Vediamo come.

1. Per prima cosa chiudere Chrome e con il browser chiudere qualsiasi altra applicazione legata a Chrome. Dunque premere nella tastiera la combinazione dei due tasti Windows+R per aprire la finestra di dialogo "Esegui" (in alternativa fare un clic destro di mouse sul tasto Start oppure premere la combinazione dei due tasti Windows+X e nel menu contestuale che comparirà cliccare l'opzione "Esegui") e come nell'esempio sotto in figura:
Aprire cartella User Data di Chrome da Esegui
incollare e inviare il comando %userprofile%\AppData\Local\Google\Chrome\User Data per aprire la cartella "User Data" di Chrome.

2. Nell cartella "User Data" di Chrome adesso scorrere la lista fino ad individuare il file "Local State", quindi farci sopra n clic destro di mouse e nel menu contestuale scegliere Apri con > Blocco note.

3. Aperto il file nel Blocco note (non spaventatevi se trovate un caos di lettere e cifre) dal menu andare in Modifica > Trova (oppure premere la combinazione dei due tasti Ctrl+T) e nel motore di ricerca che comparirà digitare la stringa ms-windows-store e infine cliccare il pulsante "Trova successivo" per passare al rispettivo valore all'interno del documento. Adesso come nell'esempio sotto in figura:
Chrome modifica valore Windows Store file Local State
non resta altro che cancellare la parola false (soltanto la parola false lasciando tutto il resto invariato) visualizzata subito accanto al valore ms-windows-store e rimpiazzarla digitando true. Cliccare File > Salva per salvare le modifiche al documento.

Finito. Da ora in avanti anche con Chrome quando si aprirà un link di una risorsa Windows Store, l'applicazione desktop Windows Store di Windows 10 o 8.1 non si avvierà più in automatico. Anche in questo caso la modifica è reversibile in ogni momento seguendo tutta la procedura sopra descritta ma rimpiazzando il valore true con il predefinito false.

LEGGI ANCHE: Windows 10 come copiare il link di un app nel Windows Store

Scarica tutti gli aggiornamenti di Windows 10 in uno (da Novembre 2015 a Aprile 2016)

Microsoft ha recentemente rilasciato il "convenience rollup" per Windows 10 ovvero un pacchetto unico cumulativo nel quale sono compresi tutti gli aggiornamenti rilasciati dal November Update 1511 (il 15 Novembre 2015) fino allo scorso Aprile 2016 compreso.

Esattamente come di recente è stato fatto per Windows 7 per il quale è ora possibile scaricare in un unico pacchetto tutti i Windows Update rilasciati da Microsoft dal 22 Febbraio 2011 ad Aprile 2016.

Questi convenience rollup sono davvero ben accetti in quanto permettono su un computer di installare in un colpo solo tutti gli aggiornamenti rilasciati nel corso degli anni o mesi facendo così risparmiare parecchio tempo prezioso all'utente specialmente in caso di installazione da zero del sistema operativo. Vediamo come scaricare il convenience rollup di Windows 10.

NOTA: Tenere in considerazione che per installare questo pacchetto cumulativo di aggiornamenti è necessario che sul computer via sia Windows 10 con già installato il November Update 1511; per chi ancora non lo avesse fatto tale aggiornamento procedere come indicato in questa guida dedicata.

LEGGI ANCHE: Come sapere se Windows 10 November Update 1511 è installato sul computer

1. Per scaricare il pacchetto cumulativo in questione è necessario collegarsi con la pagina http://catalog.update.microsoft.com/v7/site/Search.aspx?q=KB3147461 di Microsoft Update Catalog (che può essere aperta soltanto con il browser Internet Explorer in quanto richiede l'attivazione del controllo ActiveX che è supportato esclusivamente da questo browser web) dove come nell'esempio sotto in figura:
Microsoft Update Catalog aggiungere aggiornamento cumulativo Windows 10
in base all'architettura 32 bit o 64 bit del proprio Windows 10 rispettivamente è necessario cliccare il pulsante "Aggiungi" corrispondente al link "Aggiornamento cumulativo per Windows 10 (KB3147461)" oppure al link "Aggiornamento cumulativo per Windows 10 per sistemi x64 (KB3147461)" per aggiungere al carrello la versione più appropriata del pacchetto cumulativo; quello per la versione a 32 bit pesa 314 MB mentre quello per la versione a 64 bit pesa 661,1 MB.

2. Adesso occorre accedere al carrello facendo un clic di mouse sul link "visualizza carrello" in alto a destra della pagina. Una volta dentro al carrello, come nell'esempio sotto in figura:
Microsoft Update Catalog scaricare aggiornamento cumulativo Windows 10
non resta che cliccare il pulsante "Download" e indicare la cartella di destinazione del PC dove si desidera salvare il pacchetto cumulativo dopodiché avrà inizio il download.

Una volta scaricato il pacchetto cumulativo in questione è pronto per essere installato facendoci sopra un doppio clic di mouse per avviarlo e aggiornare così Windows 10 con tutti gli updates rilasciati dopo il November Update 1511 fino a tutto Aprile 2016.

Al termine dell'installazione conviene poi portarsi in Start > Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update e verificare l'eventuale presenza di aggiornamenti rilasciati da Microsoft dopo Aprile 2016 a oggi e nel caso ce ne fossero allora installarli.

LEGGI ANCHE: Scaricare ogni versione di Windows gratis con Windows ISO Downloader

Ghostpress protezione dai keylogger portatile per Windows

I keylogger sono dei programmi (ma anche dispositivi hardware) che hanno la funzione di registrare e memorizzare in un file di log i tasti premuti nella testiera del PC oltreché il programma e sito internet su i quali è avvenuta la battitura.

Per questo motivo i keylogger vengono utilizzati perlopiù dai malintenzionati appunto per rubare dati e informazioni sensibili digitate alla tastiera del computer, ad esempio password di accesso ai siti web su i quali si è registrati, il numero della carta di credito con informazioni bancarie annesse e via dicendo, con ovvie conseguenze.

Ecco perché prima di usare il computer di un'altra persona o comunque diverso dal proprio è bene per prudenza attrezzarsi con apposite risorse come ad esempio queste gratis per digitare alla tastiera in sicurezza proteggendosi dai keylogger.

Ghostpress è un'altra risorsa utile per proteggere la battitura al computer dai keylogger e la caratteristica che lo rende comodo è di essere di piccole dimensioni e soprattutto di natura portable ovvero che per essere utilizzato non richiede installazione bensì una volta eseguito entrerà subito in funzione proteggendo il sistema; peculiarità che dunque lo rende ottimo da portare sempre appresso su chiavetta USB così da lanciarlo tutte le volte che si utilizzano PC di altre persone per digitare in sicurezza dai keylogger.
Ghostpress interfaccia protezione dai keylogger attivata
Dopo averlo eseguito in automatico Ghostpress attiverà la protezione dai keylogger e ciò verrà confermato dalla notifica "Protetto - Tutti i modulai di sicurezza sono attivi" e dall'icona del visto bianco sopra il cerchio verde che verrà visualizzato nell'interfaccia grafica del programma (sopra in figura).

Volendo è possibile disattivare in ogni momento la protezione di Ghostpress (magari perché interferisce con la battitura su qualche programma) facendo un clic sull'icona del visto bianco sopra il cerchio verde che in tal caso diverrà rossa accompagnata dalla notifica "Non Protetto - Tutti i modulai di sicurezza non sono attivi"; per riattivare la protezione e sufficiente un altro clic di mouse.

Se si preferisce agendo dalle impostazioni è possibile anche abilitare il piccolo widget desktop per attivare/disattivare Ghostpress con un clic senza dover agire in tal senso dalla sua interfaccia grafica che dunque potrà essere ridotta a icona nella barra delle applicazioni.

Ovviamente tenere in considerazione che la protezione dai keylogger offerta dal programma avrà luogo soltanto quando Ghostpress è in esecuzione e con visualizzata nell'interfaccia grafica la notifica "Protetto - Tutti i modulai di sicurezza sono attivi".

Compatibile con Windows: XP, Vista, 7, 8, 8.1, 10 | Dimensione: 147 KB | Download Ghostpress

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