Android cambiare colore alla barra di navigazione

Nel corso degli anni la barra di navigazione di cellulari e tablet Android è passata dai tasti fisici a quelli di tipo touch-screen ovvero integrati direttamente nello schermo del dispositivo.

Di conseguenza tale integrazione rende ora possibile anche la personalizzazione grafica della barra di navigazione Android (che è quella visualizzata nella barra inferiore del display con sopra i tre tasti Indietro/Home/Menu).

Come per i temi, anche per personalizzare l'aspetto grafico della barra di navigazione è necessario servirsi di apposite applicazioni di terze parti fra le quali si presta più che bene la gratuita Cool Pixel Navbar.

Più nello specifico con Cool Pixel Navbar è possibile non solo cambiare il colore della barra di navigazione Android con uno di proprio gradimento bensì applicare anche le emoji e altri sfondi preimpostati o creati partendo da un'immagine personale.
Cool Pixel Navbar app Android
Come nell'esempio sopra in figura, per cambiare solo il colore della barra di navigazione, dopo aver avviato Cool Pixel Navbar è necessario attivare l'opzione "Change color of Navigation Bar" dunque toccare la voce "Select one color from palette" e nella schermata a seguire selezionare nella tavolozza la tonalità che più si preferisce e applicarla toccando il pulsante "Select This Color" (toccando invece il pulsante "Enter Hex Color" è possibile digitare il codice esadecimale del colore che più si preferisce).

Se invece si desidera cambiare aspetto grafico della barra di navigazione con temi preimpostati allora portarsi nella sezione "Navbar Store", qui attivare l'opzione "Show image under Navigation Bar" e infine nella galleria dei temi disponibili selezionare quello che più si desidera applicare.

Se invece come sfondo si desidera applicare un'immagine personale o delle emoji allora rispettivamente ci si dovrà portare sotto le sezioni dedicate "Import images without cropping" e "Emoji Navbar".

Infine qualora si volesse personalizzare anche l'aspetto grafico del pulsante Home in tal senso si può intervenire dalla sezione dedicata "Home Button Navbar" scegliendo una delle alternative disponibili.

NOTA: Tenere in considerazione che a seconda dello smartphone o tablet Android in uso, per far si che la persoanlizzazione della barra di navigazione non venga disattivata alla riattivazione dello schermo è necessario aggiungere Cool Pixel Navbar alla lista delle applicazioni protette (su Huawei si trova sotto Strumenti > Gestione telefono > App protette).

Comaptibile con Android: 5.0 e versioni successive | Download Cool Pixel Navbar

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Microsoft blocca Windows 7 e 8.1 su PC con nuovi processori

A partire da Novembre 2016 Microsoft ha interrotto la vendita dei nuovi PC con preinstallato Windows 7 e 8.1 in favore di Windows 10 che dunque diventa l'unico sistema operativo OEM per i nuovi computer in commercio.

Sempre in favore di Windows 10 oltre ciò l'anno scorso Microsoft aveva anche annunciato che già dal 2017 i PC con montato un processore di ultima generazione non avrebbero più ricevuto aggiornamenti Windows Update se come sistema operativo in quella macchina è installato Windows 7 o Windows 8.1.
Windows Update
Annuncio fatto, promessa mantenuta. Come infatti la stessa azienda ha pubblicato su support.microsoft.com, su i computer con montata CPU di ultima generazione e con sistema operativo Windows 7 o Windows 8.1 adesso quando si effettua una ricerca di aggiornamenti in Windows Update verrà restituito il messaggio di errore: "Hardware non supportato. Il PC utilizza un processore che non è supportato da questa versione di Windows e di non ricevere gli aggiornamenti" e/o "Impossibile cercare nuovi aggiornamenti. Si è verificato un errore durante la verifica di nuovi aggiornamenti per il computer. Errori rilevati: Errore sconosciuto codice 80240037 Windows Update".

Tale situazione più nello specifico si presenterà nel caso in cui sul computer è installato una delle seguenti tipologie di processore di nuova generazione:
  • Intel "Intel Core" di settima (7th) generazione e successivi
  • AMD ("Bristol Ridge") di settima (7th) generazione e successivi
  • Qualcomm "8996" e successivi
Al momento pare non ci sia alcuna soluzione per forzare i Windows Update sotto tali specifiche hardware e software se non passare a Windows 10, aggiornamento tra l'altro ancora possibile e completamente gratuito: Tutti i modi per installare ancora Windows 10 gratis legalmente.

E seppur per la fine del supporto di Windows 7 manchino ancora tre anni e per Windows 8.1 ancora sei anni (il supporto di Windows Vista scade il prossimo Aprile), Windows 10 è il futuro per tutti i computer con sistema operativo Microsoft; SO che già oggi è il secondo più diffuso al mondo tra quelli desktop con una quota di mercato globale prossima al 30%.

E se si è preoccupati circa le voci che accusano Windows 10 di essere poco rispettoso della privacy abbiamo già visto le impostazioni spione da disattivare oltre che la guida e i consigli per iniziare a usare Windows 10.

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Chrome attivare le estensioni in modalità di navigazione incognito

La navigazione anonima su i browser internet, che in questo caso specifico su Chrome si chiama modalità di navigazione in incognito, serve non solo affinché nel browser non venga memorizzata alcuna cronologia dei siti e pagine web visitate (oltreché cookie, file temporanei e ricerche), ma anche per impedire ad alcuni siti internet furbetti di seguire l'attività degli utenti impedendo la raccolta di informazioni sulle abitudini di navigazione dei visitatori.

Ed è  proprio per questi motivi che quando su Chrome si passa alla modalità di navigazione in incognito le estensioni installate vengono disattivate per impostazione predefinita, ovvero perché Chrome non sa se questi componenti aggiuntivi sono in grado o meno di tracciare l'attività internet degli utenti e/o di memorizzare la cronologia di navigazione, di conseguenza li disabilità in via preventiva.

L'inconveniente però è che a volte si potrebbe avere bisogno di un'estensione Chrome anche durante la navigazione in incognito, ad esempio un gestore di password, un video/audio downloader e così via.

Ad ogni modo è bene sapere che Chrome permette comunque di abilitare le estensioni affinché funzionino anche quando si sta navigando su internet in incognito.
Chrome attivare estensione in modalità in incognito
Semplicemente come nell'esempio sopra in figura è sufficiente portarsi in Menu > Altri strumenti > Estensioni (o direttamente incollare e inviare il link chrome://extensions/ nella barra degli indirizzi internet del browser) qui individuare l'estensione di proprio interesse e infine spuntare la casella di selezione della rispettiva opzione "Consenti modalità in incognito".

Come si avrà modo di notare personalmente, il pulsante dell'estensione in questione adesso verrà visualizzato nell'area dedicata di Chrome subito a destra della barra degli indirizzi internet anche in modalità di navigazione in incognito.

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Disattivare WPAD per connettersi a reti WiFi pubbliche in sicurezza

Abbiamo già visto perché connettersi alle reti WiFi pubbliche potrebbe talvolta rivelarsi essere pericoloso e dunque, per evitare possibili conseguenti problemi, le precauzioni da prendere per usare in sicurezza gli hotspot WiFi pubblici.

A tali consigli oggi c'è da aggiungere anche la disattivazione della funzionalità WPAD su Windows. In poche parole WPAD (Web Proxy Auto-Discovery Protocol) è un protocollo di rete che permette al computer di configurare automaticamente un server proxy sul proprio sistema operativo quando ci si sta connettendo a una rete internet.

Funzione che torna particolarmente utile quando ci si deve connettere alla rete di casa, di scuola o di lavoro e in via generale a reti internet fidate.

Funzione però che al contrario può invece rivelarsi essere pericolosa nel caso in cui ci si sta connettendo a una rete WiFi pubblica magari compromessa ad hoc da un malintenzionato e della quale dunque tramite WPAD si riceverà automaticamente la configurazione proxy sul computer con possibili negativi rischi di sicurezza quali il monitoraggio di tutta l'attività internet dell'utente vittima che di fatto può essere spiata, oltreché il rischio di reindirizzamento a pagine web dannose magari create appositamente dal cybercriminale per trarre in inganno l'inconsapevole vittima affinché immetta email e password e/o altri suoi dati sensibili (ad esempio quelli che hanno a che fare con l'home banking) che verranno inevitabilmente rubati e abusati.

Il problema è che, a differenza dei sistemai operativi Mac e Linux, su Windows il WPAD è attivato per impostazione predefinita e dunque tale protocollo è perennemente in funzione non solo in caso di connessione a reti fidate ma anche alle reti pubbliche delle quali appunto non si sa niente circa la loro integrità e affidabilità.

Preso atto di ciò, prima di connettersi a una rete WiFi pubblica e quindi consigliabile disattivare il WPAD su Windows in modo particolare se non si sta usando una VPN. Vediamo come.

Su Windows 10 ci si deve portare in Impostazioni > Rete e internet > Proxy e come nell'esempio sotto in figura:
Windows 10 Impostazioni per disattivare WPAD
sotto la sezione "Configurazione automatica proxy" settare su "Disattivato" l'interruttore dell'opzione "Rileva automaticamente impostazioni".

Su Windows 7 invece occorre portarsi in Pannello di controllo > Rete e Internet > Opzioni internet e nella finestra "Proprietà internet" che verrà visualizzata, come nell'esempio sotto in figura:
Windows 7 Impostazioni per disattivare WPAD
portarsi sulla scheda "Connessioni", qui cliccare il pulsante "Impostazioni LAN" e infine nella finestra "Impostazioni rete locale (LAN)" che comparirà, nella sezione "Configurazione automatica" rimuovere il segno di spunta dalla casella di selezione dell'opzione "Rileva automaticamente impostazioni" e confermare cliccando il pulsante "OK".

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Esplora file lento su Windows 10 come risolvere

Su i sistemi operativi Windows desktop, insieme al menu Start l'Esplora file (o Esplora risorse) è una componente importante per accedere rapidamente alle principali directory.

E come il menu Start anche l'Esplora file ad un certo punto potrebbe risultare essere lento ad aprirsi e dunque a caricare i collegamenti e gli altri suoi contenuti.

Se ci si riconosce in questa situazione e come SO si sta utilizzando Windows 10 (ma anche Windows 8.1 o Windows 7) a seguire andiamo a vedere come risolvere il problema dell'Esplora file lento.

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Esplora file di Windows 10
Prima di attuare la soluzione che segue, se l'Esplora file è diventato lento all'improvviso nella corrente sessione di Windows si può allora tentare semplicemente con il riavvio del computer (specialmente se si è attivata la modalità di avvio rapido) per vedere se il problema viene risolto ricaricando completamente il sistema operativo; in caso contrario procedere come segue.

1. Aprire il menu Start e nella tastiera digitare msconfig dunque nei risultati di ricerca che verranno visualizzati nel menu Start cliccare "Configurazione di sistema".

2. A seguire, nell'omonima finestra "Configurazione di sistema" che verrà visualizzata, come nell'esempio sotto in figura:
Windows 10 Configurazione di sistema servizio Windows Search
portarsi sulla scheda "Servizi" e qui scorrere verso il basso la lista fino a individuare il servizio "Windows Search", dunque deselezionarlo rimuovendo la spunta dalla rispettiva casella di selezione e confermare cliccando il pulsante "Applica" per disattivare il servizio.

3. Attendere qualche secondo e poi selezionare nuovamente il servizio "Windows Search" spuntando la sua casella di selezione e confermare cliccando il pulsante "Applica" per avviarlo e, confermare nuovamente cliccando il pulsante "OK".
Configurazione di sistema notifica riavvia PC per applicare modifiche
Subito dopo comparirà la finestra di notifica (sopra in figura) nella quale viene chiesto di riavviare il computer per rendere effettive le modifiche, dunque confermare cliccando il pulsante "Riavvia" e al prossimo avvio di Windows verificare se il problema dell'Esplora file lento è stato risolto o meno.

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Eliminare i file temporanei su Windows 10 per liberare spazio

Sul computer Windows i file temporanei non sono altro che una copia dei file creata dai programmi mentre sono in esecuzione e che normalmente vengono eliminati in automatico alla chiusura di tali applicazioni.

Delle volte capita però che nonostante la chiusura di uno o più programmi i rispettivi file temporanei non vengano eliminati e di conseguenza nel tempo questi vadano ad accumularsi e a occupare inutilmente spazio sul disco, talvolta anche diversi gigabyte a seconda dei casi. In tale situazione occorre verificare e intervenire manualmente.

Su tutte le versioni di Windows per cancellare i file temporanei si può facilmente intervenire (dopo aver chiuso gli eventuali programmi in esecuzione) dal Prompt dei comandi digitando e inviando il comando rd %temp% /s /q il quale darà inizio all'eliminazione.

Durante questo processo potrebbe venire restituita una finestra di avviso con la notifica "Accesso negato" oppure "Impossibile accedere al file. Il file è utilizzato da un altro processo" che in pratica informano l'utente che alcuni dei file temporanei che si sta cercando di eliminare sono attualmente in uso da un programma in esecuzione; basterà ignorare tali messaggi per proseguire con la cancellazione degli altri file temporanei.

Se invece si sta utilizzando Windows 10, per eliminare i file temporanei piuttosto che agire dal Prompt dei comandi si può invece intervenire dall'apposito strumento dedicato che si trova sotto le Impostazioni. Più nello specifico portarsi in Impostazioni > Sistema > Archiviazione > Questo PC (C:) > File temporanei e come nell'esempio sotto in figura:
Windows 10 eliminare file temporanei
ecco che verrà visualizzata l'omonima finestra "File temporanei" nella quale è possibile vedere lo spazio sul disco da essi occupato (nel mio caso ben 4,10 GB), quindi spuntare la rispettiva casella di selezione e infine cliccare il pulsante "Rimuovi file" per cancellarli dal disco.

La procedura di pulizia impiegherà neanche un minuto e al termine la memoria occupata dai file temporanei verrà librata. È probabile che in memoria resterà qualche megabyte di file temporanei che altro non sono quelli attualmente in uso dai programmi in esecuzione.

Infine voglio ricordare che per liberare ulteriore spazio su Windows 10 e versioni precedenti possono tornare utili questi consigli: Liberare spazio su disco su Windows 10, 10 suggerimenti per liberare spazio su disco in Windows e Windows 10 Anniversary Update liberare 20 GB di spazio dopo l'aggiornamento.

Android risolvere Disattivato da amministratore, criterio di crittografia o memoria credenziali

Smartphone e tablet Android sono provvisti di una serie di opzioni di blocco, ad esempio il blocco dello schermo, per garantire la sicurezza dei dati in memoria sul dispositivo da tentativi di accesso da parte di persone non autorizzate.

In seguito a qualche problema imprevisto però, quando si tenta di modificare o disattivare l'impostazione di blocco dello schermo (o altra impostazioni di blocco accesso), l'operazione potrebbe non riuscire e ritrovarsi davanti alla situazione in cui nelle impostazioni di blocco dello schermo l'opzione "Nessuno" è di colore in grigio ovvero non settabile accompagnata dalla dicitura "Disattivato da amministratore, criterio di crittografia o memoria credenziali".

Se ci si riconosce in questa situazione, a seguire andiamo a vedere due soluzioni per risolvere il problema e riprendere il pieno controllo delle impostazioni di blocco del cellulare o tablet.

Soluzione I
1. Se il telefono offre ancora la possibilità di cambiare la modalità di blocco dello schermo allora portarsi nelle rispettive impostazioni di "Blocco schermo" e qui come metodo scegliere la modalità "Sequenza" e dopo aver configurato il segno di sblocco, quando verrà richiesto inserire il codice PIN di recupero (o PUK a seconda del modello di cellulare) come metodo alternativo di sblocco qualora ci si dimenticasse la sequenza (come nell'esempio sotto in figura):
Android impostazioni di Blocco schermo
2. Fatto ciò adesso bloccare il cellulare e provvedere a sbloccarlo sbagliando volutamente la sequenza di sblocco fino a esaurire i tentativi disponibili; così facendo il telefono farà partire un conto alla rovescia di 30 - 60 secondi entro il quale non sarà possibile immettere nuovamente la sequenza. Al termine del conto alla rovescia ecco però che in basso a destra dello schermo, come nell'esempio sotto in figura:
Schermata blocco schermo Android PIN di backup
comparirà il link "PIN di backup" o "Sbloccare con codice PUK", dunque toccare tale link e digitare il codice PIN/PUK di recupero settato precedentemente al passo 1 durante la configurazione della sequenza di sblocco schermo.

Finito. Una volta immesso il codice PIN/PUK il telefono verrà sbloccato e non richiederà nessuna sequenza o codice e nelle impostazioni di blocco dello schermo si avrà ora modo di cambiare modalità di blocco o disattivarla. [Grazie a Daniele per questo tip]

Soluzione II
Se la soluzione di cui sopra non ha funzionato, come ultimo tentativo provare con questa che segue.

Portarsi in Impostazioni > Sicurezza oppure a seconda del modello di smartphone o tablet in Impostazioni > Impostazioni avanzate > Sicurezza e come nell'esempio sotto in figura:
Android impostazione Cancella credenziali
fra le varie impostazioni individuare "Cancella credenziali" o "Cancella tutte le credenziali" e confermare l'eliminazione.

Al termine se tutto è andato a buon fine adesso nelle impostazioni di blocco dello schermo dovrebbe essere possibile disattivare e/o modificare la modalità di blocco.

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