Cambiare DNS con un clic con DNS Angel per Windows

Per impostazione predefinita la connessione internet della propria rete utilizza il risolutore DNS del fornitore del servizio internet (ISP), fatto che comporta meno privacy, sicurezza e velocità.

Ecco perché per questo motivo è conveniente cambiare DNS sad esempio utilizzando quelli più sicuri e performanti di CloudFlare.

Per cambiare DNS si può intervenire facilmente o dalle proprietà della rete, oppure adoperando specifici programmi come DNS Jumper e DNS Angel che hanno il vantaggio di mettere a disposizione più risolutori DNS da applicare al volo con un clic di mouse.

Nello specifico di DNS Angel, questo piccolo programma portable è stato progettato per applicare alla connessione internet i DNS di popolari servizi che si occupano di bloccare contenuti inadatti ai più piccoli (siti con contenuti per adulti e/o violenti e/o in generale non adatti alle fasce di età più deboli) quali: OpenDNS Family, Yandex Family, CleanBrowsing, Neustar Family, AdGuard Family.

Una caratteristica interessante del programma è che si ha la possibilità di personalizzare i DNS da esso proposti di default rimpiazzandoli con quelli che più si preferiscono in maniera tale da averli pronti a portata di clic per applicarli al volo tutte le volte che occorre. Vediamo come.

Una volta scaricato ed estratto dall'archivio il programma DNS Angel, nella cartella dell'applicazione individuare e aprire il file "DnsAngel.ini". Come nell'esempio sotto in figura:
File DnsAngel ini per modificare DNS del programma DNS Angel
in [DnsAngel_List] vengono elencati i 5 risolutori DNS offerti di default da DNS Angel nella sua interfaccia grafica (nella quale in realtà vengono mostrati solo i primi 4).

Per rimpiazzarli con quelli di proprio interesse non si deve fare altro che sostituirli (uno o più dei primi 4 in elenco) cancellando la riga di quello non voluto e al suo posto digitando i parametri del DNS desiderato seguendo la sintassi originale; ad esempio se si vuole rimpiazzare il DNS Neustar Family con il DNS di CloudFlare si deve eliminare la riga Neustar Family=156.154.70.3, 156.154.71.3, Neustar Family Secure e al suo posto digitare CloudFlare=1.1.1.1, 1.0.0.1, CloudFlare DNS.

Ovvero per primo va digitato il nome del DNS (es. "CloudFlare"), senza alcuno spazio va digitato il simbolo "=" seguito dai DNS del risolutore separati fra loro da una virgola (es. 1.1.1.1, 1.0.0.1,) e infine dopo la virgola dell'ultimo DNS va dato uno spazio e digitato il nome del servizio, magari più specifico rispetto a quello di apertura (es. CloudFlare DNS).

Ripetere la medesima procedura per rimpiazzare qualsiasi altro degli altri tre DNS predefiniti del programma. Confermare e applicare le modifiche apportate cliccando File > Salva.
Interfaccia programma DNS Angel prima e dopo le modifiche
Avviando il programma DNS Angel adesso si avrà modo di constatare (come nell'esempio sopra in figura) che esso visualizzerà e disporrà i risolutori DNS personalizzati che si è inserito precedentemente nel file "DnsAngel.ini", pronti da applicare alla connessione internet con un clic di mouse su quello desiderato.

Compatibile con Windows: XP, Vista, 7, 8, 8.1, 10 | Dimensione: 514 KB | Download DNS Angel

Ancora problemi con l'aggiornamento Windows 10 versione 1809 (October 2018 Update)

In seguito allo stop dello scorso 5 ottobre, martedì 13 novembre Microsoft ha nuovamente iniziato a rilasciare Windows 10 October 2018 Update versione 1809 dopo aver sistemato il problema che su alcuni computer causava la cancellazione di file dalla cartella Documenti.

Ma appena dopo 24 ore vengono resi noti altri tre problemi conseguenti all'aggiornamento di Windows 10 versione 1809. Vediamo quali più nello specifico.

Problema I
Il primo problema riguarda l'impossibilità delle unità di rete mappate di riconnettersi al computer Windows 10 dopo l'avvio e la registrazione.

Per tale problematica Microsoft fornisce la soluzione temporanea KB4471218, ovvero uno script da eseguire per ricollegare automaticamente un'unità di rete connessa quando si accede al dispositivo Windows 10; la soluzione definitiva è prevista nel 2019.
Pagina del sito di Supporto per Windows di Microsoft
Problema II
Il secondo problema, che si verifica durante il tentativo di installazione dell'aggiornamento, è della non compatibilità di Windows 10 versione 1809 con i seguenti programmi della Trend Micro: OfficeScan, Worry-Free Business Security, Deep Security, Endpoint Encryption, Vulnerability Protection.

A questo proposito Microsoft ha bloccato l'aggiornamento a Windows 10 versione 1809 su i computer in cui sono installati tali software; blocco che avrà luogo fino a quando non verrà applicata una specifica Trend Micro Critical Patch (CP).

Da canto suo Trend Micro su questa pagina ha pubblicato il calendario di quando tali patch saranno disponibili per i prodotti interessati; per alcuni se ne trovano già a disposizione.

Problema III
Il terzo problema riguarda invece il blocco della ricezione dell'aggiornamento a Windows 10 versione 1809 da parte di Microsoft su computer con con processori grafici (GPU) AMD Radeon HD2000 e HD4000 in quanto AMD non supporta più tali unità di elaborazione grafica.

Ad ogni modo è possibile installare forzatamente l'aggiornamento Windows 10 October 2018 Update su computer con tale hardware (utilizzando ad esempio l'Assistente aggiornamento di Windows 10), ma Microsoft fa presente che si potrebbe incorrere in problemi come: le schede Microsoft Edge che potrebbero smettere di funzionare, problemi di prestazioni con la schermata di blocco o ShellExperienceHost, la possibilità di incorrere e ottenere il codice di errore "INVALID_POINTER_READ_c0000005_atidxx64.dll".

Ad ogni modo Microsoft sta esaminando la situazione in questione per predisporre eventuali risoluzioni in merito.

Va ricordato che queste problematiche, come quella che ha interessato e bloccato il primo rilascio dell'aggiornamento Windows 10 October 2018 Update, non colpiscono per forza di cose tutti i computer, ma solo una certa percentuale. Ad ogni modo è bene essere a conoscenza degli eventuali inconvenienti nei quali si potrebbe incorrere aggiornando oggi a Windows 10 versione 1809 senza i fix di Microsoft.

Come eliminare programmi dal menu Apri con del mouse su PC Windows

Quando si fa un clic destro di mouse su un file e nel menu contestuale si seleziona l'opzione "Apri con" verrà visualizzata la lista dei programmi che possono aprire quel file.

Ma a seconda delle applicazioni che si è installato sul computer Windows, nel tempo questo elenco potrebbe allungarsi e riportare come opzioni "Apri con" uno o più programma indesiderati.

Se ci si riconosce in questa situazione, è bene sapere che è possibile eliminare le voci indesiderate dei programmi mostrati nell'elenco "Apri con". Vediamo come.

LEGGI ANCHE: Aggiungere programmi e cartelle al menu "Invia a" del mouse su Windows

I metodo - Con il programma OpenWithView
Interfaccia OpenWithView programma per Windows
Per tale scopo torna utile il piccolo programma gratis e portable OpenWithView. Come nell'esempio sopra in figura, una volta avviato esso mostrerà la lista di tutti i programmi elencati nel menu "Apri con".

Non si deve fare altro che individuare quello (o quelli) indesiderato, selezionarlo, farci sopra un clic destro di mouse e nel menu contestuale cliccare l'opzione "Disable Selected Items" per disattivarlo e dunque rimuovere quella voce dal menu "Apri con" del tasto destro del mouse (in alternativa, dopo averli selezionati, per disattivarli si può premere il tasto F8 oppure cliccare il pallino rosso nella barra degli strumenti) .

In ogni momento i programmi disattivati potranno essere riattivati e dunque nuovamente visualizzati nel menu "Apri con", selezionando quelli desiderati, facendoci sopra un clic destro di mouse e nel menu contestuale questa volta cliccando l'opzione "Enable Selected Items" (in alternativa, dopo averli selezionati, per riattivarli si può premere il tasto F7 oppure cliccare il pallino verde nella barra degli strumenti).

Caratteristica quest'ultima non prevista con il secondo metodo che andremo a vedere, ovvero intervenendo dall'Editor del Registro di sistema, perciò da preferire.

Compatibile con Windows: XP, Vista, 7, 8, 8.1, 10 | Dimensione: 36,9 KB | Download OpenWithView


II metodo - Dal Registro di sistema
Senza utilizzare software di terze parti, però in modo più macchinoso rispetto al primo metodo, in tal senso è possibile intervenire dall'Editor del Registro di sistema di Windows al quale si accede aprendo il menu Start e qui digitando e inviando la parola "regedit".

NOTA: Prima di procedere effettuare un backup dell'Editor del Registro di sistema in maniera tale da poterlo ripristinare al bisogno.
Finestra Editor del Registro di sistema di Windows
Come nell'esempio sopra in figura, agendo dal pannello laterale a sinistra dell'editor, portarsi sulla chiave:
HKEY_CURRENT_USER\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\FileExts
e sotto la chiave "FileExts" individuare ed espandere il contenuto dell'estensione di file (es. .png) per la quale si desidera rimuovere dal menu "Apri con" l'associazione del programma in grado di aprirlo, quindi selezionare la sottochiave "OpenWithList"per visualizzare nel pannello a destra i programmi disponibili nel menu "Apri con" per quell'estensione di file.

Non resta che individuare il programma indesiderato (il nome è riportato nella colonna "Dati", nell'esempio è il programma picpick), farci sopra un clic destro di mouse (nella colonna "Nome") e nel menu contestuale confermare cliccando "Elimina". Ripetere la procedura per tutte le altre applicazioni che si desidera rimuovere dal menu "Apri con".

LEGGI ANCHE: Aggiungere utili funzioni al menu del mouse con Right Click Enhancer

Usare la RAM del PC come disco di memoria per contenere file e dati

Con il termine RAM disk si indica una porzione di memoria RAM del computer utilizzata come disco di memoria virtuale nel quale contenere file, installare programmi e fare qualsiasi altra cosa che si fa normalmente con le unità di memoria.

Inoltre, essendo una memoria temporanea e virtuale sprovvista di parti e componenti meccaniche invece previste dai dischi rigidi veri e propri, il RAM disk gode di tempi di accesso ai contenuti decisamente più veloci.

Dunque una soluzione di questo tipo può tornare utile quando si ha necessità di eseguire più rapidamente alcune operazioni al computer; oppure, dato che si tratta di una memoria temporanea in quanto ricavata dalla RAM, si potrebbe prendere anche in considerazione di destinare sul RAM disk i file temporanei creati da alcuni programmi e applicazioni, in maniera tale che tali dati vengano automaticamente eliminati allo spegnimento o riavvio del PC, al fine della privacy e/o per evitare l'archiviazione di file inutili, dato che il tutto verrà poi eliminato.

ImDisk Toolkit è un programma gratis per computer Windows che permette di creare RAM disk facilmente (oltreché dischi virtuali). Vediamo come procedere.

Dopo aver installato ImDisk Toolkit, avviare lo strumento "RamDisk Configuration" facendo un doppio clic di mouse sull'omonima icona, per aprire la finestra "ImDisk" (sotto in figura):
Finestra del programma ImDisk dello strumento RamDisk Configuration per PC Windows
Qui nella scheda "Basic" nella sezione "RamDisk Configuration Tool", nel campo di inserimento "Size" si deve indicare la quantità di memoria RAM (espressa in KB, MB o GB) da usare come disco di memoria virtuale.

La scelta del quantitativo di RAM da utilizzare come RAM disk va ponderata in base alla dimensione totale della RAM montata nel computer e a quella attualmente disponibile (informazioni reperibili dalla scheda "Prestazioni" del Task Manager oppure con il programma gratis RAMExpert); in linea di massima se il PC dispone di 8 GB di RAM si potrebbe destinare al RAM disk anche 1 GB, oppure destinare 2 GB se il PC dispone di 32 GB di memoria RAM; 200-300 MB se la memoria RAM montata nel computer è 4 GB.

Facoltativamente si può scegliere di attivare l'opzione "Allocate Memory Dynaically" che farà si che il RAM disk utilizzi solo la quantità di memoria richiesta in un dato stato, a prescindere dal limite di dimensioni specificato durante la creazione nel campo di inserimento "Size".

Ancora, sempre facoltativamente, in "Drive Letter" si ha la possibilità di cambiare la lettera che verrà assegnata all'unità di memoria RAM disk (di default viene assegnata la lettera "R"); invece in "File System" si può scegliere la tipologia del file system dell'unità.

LEGGI ANCHE: Qual è la differenza tra FAT32, NTFS e exFAT?

Per impostazione predefinita è attivata l'opzione "Launch at Windows Startup"" che avvia l'unità RAM disk in automatico con l'avvio del computer e dunque di Windows; all'occorrenza tale opzione si può disattivare.

Infine, e ancora facoltativamente, qualora si avesse necessità di destinare nel RAM disk i file temporanei creati dai programmi nella directory %USERPROFILE%\AppData\Local\Temp del disco fisso del PC, allora si deve cliccare il pulsante "Set TEMP Variables..." per aprire al finestra "TEMP Enviroment Variables" (sotto in figura):
Finestra TEMP Enviroment Variables del programma ImDisk per PC Windows
nella quale si deve cliccare il pulsante "Set All To" per reindirizzare la directory dei file temporanei del disco fisso al RAM disk che si andrà a creare; invece cliccare il pulsante "Set Defaults" per ripristinare il percorso originale.

Una volta apportate le modifiche desiderate, si deve cliccare il pulsante "OK" per confermare e creare, e dunque montare, il RAM disk; subito dopo verrà aperta la finestra delle proprietà del RAMDisk in questione.

L'unità fra l'altro adesso verrà visualizzata anche sotto Risorse del computer con il nome "RamDisk" (che all'occorrenza lo si può cambiare e personalizzare agendo sul campo di inserimento "Drive Label" della scheda "Advanced" della finestra "ImDisk") seguito dalla lettera dell'unità (anch'essa personalizzabile come precedentemente indicato).

Conclusa la necessità del RAM disk, se non serve più lo si può chiudere smontandolo, agendo o dalla scheda "Basic" della finestra "ImDisk" e qui cliccando il pulsante "Unmount" e poi il pulsante "Chiudi - X" o il pulsante "Annulla"; oppure il RAM disk si può smontare da Risorse del computer facendo un clic destro di mouse sul disco RAM disk in questione e nel menu contestuale cliccando infine l'opzione "Unmount ImDisk Virtual Disk".

Tenere in considerazione che nel momento in cui si sta smontando il RAM disk, una finestra di notifica chiederà "The virtual disk has been modified - Do you want to save it as an image file before removing it?" ovvero se all'occorrenza si desidera salvare il suo contenuto in un file .img (cliccando il pulsante "Yes") che si potrà ricaricare nuovamente le volte successive sul RAM disk agendo dalla scheda "Data" della finestra "ImDisk" e qui cliccando il pulsante "..." della sezione "Load Content from Image File or Folder"; se non si è interessati cliccare invece il pulsante "No": in questo modo il contenuto del RAM disk verrà eliminato.

Compatibile con Windows: XP, Vista, 7, 8, 8.1 o 10 | Dimensione: 558 KB | Download ImDisk Toolkit

LEGGI ANCHE: Usare la chiavetta USB come RAM aggiuntiva su Windows 10, 8 e 7 per velocizzare il sistema

Riavere in alto la barra degli indirizzi di Chrome per Android

Se su smartphone e tablet Android come browser internet si sta utilizzando Google Chrome, si avrà avuto modo di notare che a partire dalla versione Chrome 70.0.3538.80, la barra degli indirizzi viene visualizzata in basso allo schermo, non più in alto.

Ciò è dovuto all'esordio della funzionalità denominata "Chrome Duet" che passando dapprima per i canali sperimentali Chrome Dev, Canary e Beta, è infine approdata ufficialmente anche sulla versione stabile del browser web di Google.

Essenzialmente lo scopo di questa caratteristica è di facilitare l'uso di Chrome con una sola mano, soprattutto su dispositivi con schermo grande, da 5 pollici o superiore) spostando appunto la barra degli indirizzi dall'alto verso il basso dello schermo in quanto tale area è facilmente e più agevolmente accessibile in tale circostanza.

Però chi non è solito utilizzare Chrome con una sola mano, davanti a questa nuova caratteristica potrebbe ritrovarsi non a proprio agio. In tal caso è bene sapere che si può tornare indietro e rimettere in alto la barra degli indirizzi. Vediamo come.
Chrome Android pagina chrome flags esperimento Chrome Duet
Nella barra degli indirizzi internet incollare e inviare la stringa chrome://flags/#enable-chrome-duet (un alternativa portarsi sulla pagina chrome://flags e qui nel motore di ricerca cercare "Chrome Duet") dunque come nell'esempio sopra in figura, individuare l'esperimento "Chrome Duet", toccare l'attuale stato "Default" per aprire il menu a tendina delle opzioni di attivazione della funzionalità e qui settare l'opzione "Enabled" ovvero su attivato, quindi confermare e applicare le modifiche premendo il pulsante "Relaunch Now" per riavviare Chrome.

Riavviato Chrome se la barra degli indirizzi verrà ancora visualizzata in basso allo schermo, allora tornare sull'esperimento "Chrome Duet" e settarlo nuovamente su "Disabled", quindi premere nuovamente il tasto "Relaunch now" per riavviare Chrome; adesso la barra degli indirizzi di Chrome verrà nuovamente mostrata in alto allo schermo.

Windows 10 October 2018 Update: disponibile il nuovo aggiornamento cumulativo, quali le novità

Da poche ore Microsoft ha ripreso a rilasciare nuovamente l'aggiornamento Windows 10 October 2018 Update versione 1809, corretto e dunque esente dalle problematiche che ne hanno comportato il ritiro dopo appena tre giorni dal primo rilascio.

La buona notizia è che sia per coloro che hanno fatto in tempo a installare Windows 10 October 2018 Update nell'arco di tempo tra il 2 e il 5 ottobre prima del ritiro, sia per coloro che lo hanno installato adesso con il recente rilancio della versione corretta, è finalmente disponibile il nuovo aggiornamento cumulativo per questa versione del sistema operativo, che include miglioramenti delle qualità risolvendo problematiche a livello di sicurezza e funzionali.
Schermata Windows Update in Windows 10
Più nello specifico l'aggiornamento cumulativo in questione, denominato in codice KB4467708, modifica il numero di build del sistema in 17763.134. Seguono le principali modifiche:

  • Fornisce protezione contro un'ulteriore sottoclasse di vulnerabilità side-channel di esecuzione speculativa nota come Speculative Store Bypass (CVE-2018-3639) per i computer basati su AMD. Queste protezioni non sono abilitate di default. Per la guida del client Windows (IT pro), seguire le istruzioni di KB4073119. Per la guida di Windows Server, seguire le istruzioni di KB4072698. Utilizzare queste istruzioni per abilitare la protezione contro Speculative Store Bypass (CVE-2018-3639) oltre alla protezione da Specter Variant 2 (CVE-2017-5715) e Meltdown (CVE-2017-5754).
  • Risolto un problema che impediva agli utenti di accedere a un account Microsoft (MSA) come utente diverso quando ci si ricollegava una seconda volta.
  • Risolto un problema che impedisce alle applicazioni Internet of Things (UII) di Universal Windows Platform (UWP) di accedere al file system, anche se richiedono questa funzionalità.
  • Risolto un problema che causava la comparsa della tastiera touch quando si eseguivano test automatici o quando si collegava una tastiera fisica.
  • Aggiornamenti di sicurezza implementati per  Microsoft Edge, Windows Scripting, Internet Explorer, Windows App Platform and Frameworks, Windows Graphics, Windows Media, Windows Kernel, Windows Server e Windows Wireless Networking.

L'aggiornamento cumulativo in questione come di consueto è disponibile in Windows Update, ma all'occorrenza lo si può scaricare manualmente con il browser internet dalla pagina https://www.catalog.update.microsoft.com/Search.aspx?q=KB4467708 del Microsoft Update Catalog.

LEGGI ANCHE: Tutte le novità di Windows 10 October 2018 Update v. 1809

Microsoft rilascia nuovamente Windows 10 October 2018 Update

Da ieri 13 ottobre, Microsoft ha finalmente ripubblicato l'aggiornamento Windows 10 October 2018 Update versione 1809, rilasciato ufficialmente per la prima volta lo scorso 2 ottobre, ma poi sospeso dopo appena tre giorni in quanto in alcuni casi, in seguito all'installazione, dal PC venivano cancellati file personali.

C'è voluto un mese per risolvere tali problematiche, ma adesso Windows 10 October 2018 Update è nuovamente disponibile al download e all'installazione.

Come da post sul blog, l'aggiornamento verrà rilasciato tramite Windows Update, ma questa volta Microsoft sta usando un approccio più misurato nell'implementazione di Windows 10 October 2018 Update.

Più nello specifico adesso Microsoft analizza con attenzione i dati telemetrici circa i dispositivi candidati alla ricezione (ovvero i computer con installato Windows 10 April 2018 Update) su i quali se dovessero risultare problematiche (ad esempio l'incompatibilità di applicazioni e driver) non verrà installato l'aggiornamento fino a quando quel problema non sarà risolto, al fine di evitare di incorrere in conseguenze note.

Ad ogni modo in Windows Update si vedrà comunque l'aggiornamento Windows 10 October 2018 Update, ma anche dopo aver cliccato il pulsante "Verifica aggiornamenti" lo si potrà installare solo quando, in base all'analisi dei dati, il dispositivo risulterà essere pronto, ovvero privo di problematiche (si verrà informati di ciò da un'apposita notifica).
Assistente aggiornamento Windows 10
Chi invece volesse installare subito l'aggiornamento Windows 10 October 2018 Update, allora deve scaricare ed eseguire l'Assistente aggiornamento Windows 10 reperibile dalla pagina https://www.microsoft.com/it-it/software-download/windows10 cliccando il pulsante "Aggiorna ora" (la pagina va visitata da un PC Windows 10 altrimenti il pulsante "Aggiorna ora" non verrà visualizzato) per scaricare nel computer il file "Windows10Upgrade9252.exe" il quale una volta avviato eseguirà lo strumento in questione nel quale non si deve fare altro che cliccare il pulsante "Aggiorna" per far partire download e installazione di Windows 10 October 2018 Update (ovviamente il computer deve essere connesso a internet).

LEGGI ANCHE: Scaricare Windows 10 October 2018 Update dai canali ufficiali

Tuttavia, Microsoft sconsiglia di forzare l'aggiornamento attraverso l'Assistente aggiornamento e attendere invece fino a quando l'analisi dei dati notificherà che il dispositivo è pronto.

Chi invece vorrebbe ritardare e rimandare l'installazione di Windows 10 October 2018 Update, se come sistema operativo si sta utilizzando Windows 10 Pro allora può sfruttare le apposite impostazioni per sospendere o rimandare gli aggiornamenti Windows Update.

Fra l'altro è disponibile al download anche il nuovo aggiornamento cumulativo per Windows 10 October 2018 Update, il quale risolve bug a livello di sicurezza e delle funzionalità.

LEGGI ANCHE: Scegliere quali Windows Update installare su Windows 10 con WuMgr