Tradurre documenti con DeepL senza perdere la formattazione

DeepL, il traduttore online che fa uso dell'intelligenza artificiale di una rete neurale guidata da un supercomputer, è balzato agli onori di cronaca la scorsa estate in seguito a dei test che hanno espresso eccellenti risultati di traduzione, spesso superiori ai diretti concorrenti di Google Traduttore e Microsoft Translator.

Da pochi giorni DeepL Traduttore diventa un servizio ancora più appetibile in quanto ha guadagnato la funzione per tradurre i documenti senza perdere la formattazione del documento originale, che di fatto quello tradotto rimarrà tale e quale; come infatti afferma la stessa DeepL "Tutti gli elementi presenti nel file, dal corpo del testo ai titoli, fino alle didascalie e alle note in calce, saranno tradotti mantenendo la loro formattazione originale".

Gli unici limiti sono le lingue di traduzione disponibili, ovvero inglese, italiano, olandese, tedesco, francese, spagnolo e polacco, e i formati di documento supportati che attualmente sono documenti Office Word .docx e PowerPoint .pptx. Ad ogni modo DeepL promette che nei prossimi mesi la traduzione verrà estesa anche ad altri formati di file.
DeepL Traduttore opzione Traduci file documento
Facile da usare, una volta collegati con DeepL Traduttore è sufficiente posizionare il cursore del mouse sul pulsante "Traduci file" per scegliere la lingua di traduzione e vedere i formati di file supportati; quindi cliccare il pulsante "Traduci file" per caricare il documento che si desidera tradurre.

Fatto ciò la traduzione verrà avviata automaticamente e al termine, sempre in automatico, il documento tradotto verrà scaricato sul computer, nella cartella di destinazione dei download del browser.
DeepL Traduttore opzione Ripeti download file documento tradotto
All'occorrenza, nel riquadro di traduzione è comunque possibile cliccare il link "Ripeti download" per scaricare nuovamente il file tradotto.

File che una volta scaricato potrà essere aperto e modificato; cosa consigliata da fare anche perché la traduzione non sarà perfetta al 100% dunque è bene controllare il documento e apportare le opportune modifiche. Chi sottoscrive un abbonamento DeepL Pro può modificare i documenti direttamente sul traduttore.

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Bloccare email in base all'oggetto con Gmail e Outlook

Bloccare i messaggi di posta indesiderata (altrimenti nota con il termine "spam") non sempre si rivela essere un'operazione semplice.

Se in alcuni casi in fondo al messaggio è possibile trovare un minuscolo link "Disiscriviti" (o la sua versione anglofona "Unsubscribe") da cliccare per disattivare la ricezione di email da quelle mailing list, nella maggior parte degli altri casi ciò non è consentito e dunque si è costretti quotidianamente a fare un repulisti della cartella Posta in arrivo qualora il filtro antispam del servizio di posta elettronica in uso si riveli inefficace.

E quando tale filtro è inefficace, l'utente deve intervenire manualmente spostando l'email nella cartella di Posta indesiderata e bloccando il mittente.

Il problema però è che tale soluzione non è efficace con le email di spam che pur avendo sempre lo stesso oggetto (o alcune identiche parole chiave nell'oggetto) cambiano però continuamente dominio (ovvero il testo che viene dopo la @) rendendo così inutile il blocco del mittente e dunque l'aggiunta alla cartella Posta indesiderata.

Se ci si riconosce in tale situazione è comunque bene sapere che è possibile bloccare automaticamente le email e aggiungerle alla posta indesiderata in base alle parole contenute nell'oggetto del messaggio. Vediamo come procedere su Outlook e Gmail.

Bloccare una email in base all'oggetto con Outlook
Nell'esempio che andremo a vedere (useremo Outlook 2016, ma la procedura dovrebbe essere uguale o simile anche con le altre versioni), lo scopo è bloccare le email di spam che nell'oggetto riportano le parole chiave "guadagna" e "13.000€".
Outlook 2016 menu contestuale email opzione Crea regola
Per prima cosa, senza aprirla, come nell'esempio sopra in figura si deve fare un clic destro di mouse sull'email in questione, e nel menu contestuale cliccare la voce Regole > Crea regola... per aprire l'omonima finestra "Crea regola" (sotto in figura) attraverso la quale impostare il filtro di blocco automatico.
Outlook 2016 finestra Crea regola blocco email
Nella sezione "Alla ricezione di messaggi che soddisfano tutte le condizioni selezionate" in questo caso selezionare l'opzione "L'oggetto contiene" e nell'adiacente campo di inserimento digitare le parole chiave per le quali si desidera far scattare il blocco di email e mittente automatico (in questo caso "guadagna" e "13.000€").

Fatto ciò, nella sottostante sezione "Esegui la seguente azione" si deve indicare cosa si deve fare di tali email, dunque selezionare l'opzione "Sposta elemento nella cartella", poi cliccare l'adiacente pulsante "Seleziona cartella" e infine selezionare la cartella "Posta indesiderata".

Confermare cliccando il pulsante OK per creare e applicare la regola, che di fatto sarà subito operativa e si applicherà anche a tutti gli altri messaggi già ricevuti contenuti in quella cartella, che soddisfano i requisiti di blocco.

NOTA: Volendo, nella finestra "Crea regola", cliccando il pulsante "Opzioni avanzate" è possibile aggiungere, fra le altre, anche la regola "con parole specifiche nel testo del messaggio" con la quale appunto bloccare email e mittente in automatico se nel messaggio di posta elettronica sono contenute le parole chiave che si andranno a indicare.

Bloccare una email in base all'oggetto con Gmail
Il filtro antispam del servizio di posta elettronica di Google è piuttosto efficace, ma qualora in tal senso non dovesse funzionare a dovere, allora procedere come segue.

Portarsi in Impostazioni > Filtri e indirizzi bloccati e qui cliccare il link "Crea un nuovo filtro" per aprire il corrisponde editor (sotto in figura).
Gmail impostazioni creazione filtri
Qui si ha la possibilità di specificare vari filtri, fra i quali il filtro "Oggetto" dove vanno digitate le parole chiave contenute nell'oggetto per le quali bloccare l'email automaticamente. Eventualmente c'è anche il filtro "Contiene le parole" dove si devono invece indicare le parole chiave contenute nel messaggio dell'email, per le quali far scattare il blocco automatico.

Confermare cliccando il pulsante "Crea filtro" per passare così alla successiva e ultima schermata "Quando arriva un messaggio che corrisponde a questa ricerca" (sotto in figura):
Gmail schermata azione filtro blocco email
nella quale si deve indicare l'azione automatica da applicare alle email che corrispondo al filtro (o ai filtri) precedentemente indicato.

Fra le varie opzioni manca l'azione per spostare le email nella cartella "Spam", però c'è l'azione "Elimina" che sposterà automaticamente tali email nel cestino.

Fatta la propria scelta non resta che confermare cliccando il pulsante "Crea filtro" il quale sin da subito verrà così applicato alla cartella "Posta in arrivo" di Gmail.

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Come esportare le password di Firefox 57 e successivi

Lo scorso novembre 2017, con la versione Firefox 57, ha debuttato la nuova generazione del browser internet di casa Mozilla, nota anche con il nome di Firefox Quantum, che ha reso tale navigatorie più veloce e sicuro.

Qualora però si volessero esportare le password salvate in Firefox, si avrà modo di notare che nella nuova generazione del browser non è più possibile fare ciò in quanto è indisponibile un pulsante per compiere tale azione (mentre le si può importare).

È probabile che nelle versioni successive di Firefox Mozilla ripensi a ciò implementando nuovamente questa caratteristica, come del resto ha fatto Google per l'esportazione delle password di Chrome.

Ma attualmente, in alternativa, per quanto riguarda Firefox per esportare le password salvate ci si deve servire di software di terze parti come i due gratuiti che andremo ora vedere.

Esportare le password di Firefox con PasswordFox
PasswordFox interfaccia schermata principale
PasswordFox è un piccolo programma gratis creato da Nirsoft, disponibile sia per Windows a 32bit e 64bit.

Facile da usare, non richiede neanche installazione in quanto è di natura portable, una volta avviato in automatico rileverà e visualizzerà le password memorizzate in Firefox, con tanto di sito web e indirizzo email/nome account a cui sono associate, oltreché alla data di creazione e di ultimo utilizzo, e al numero di volte di utilizzo. Informazioni che è possibile vedere in colonne, oppure in una schermata unica facendo un doppio clic di mouse sulle credenziali di proprio interesse.

Per esportarle non si deve fare altro che selezionare quelle desiderate, poi cliccare File > Save Selected Items, quindi nella finestra di salvataggio che comparirà scegliere se salvarle in un documento di testo in formato TXT, oppure HTML, CSV o XML.

Compatibile con Windows: 2000, 2003, XP, Vista, 7, 8, 8.1, 10 | Dimensione: 80 KB | Download PasswordFox

Esportare le password di Firefox con FF Password Exporter
FF Password Exporter interfaccia grafica
FF Password Exporter è un altro programma gratis per esportare le password da Firefox Quantum, ma disponibile non solo per computer Windows 7, 8 e 10, bensì anche per macOS Maverick e successivi, e Linux.

Disponibile sia in versione portable che in versione a installazione, una volta avviato in automatico rileverà la directory del profilo utente e il file contenenti le password di Firefox.

Qui non si deve fare altro che digitare, nel campo "Firefox Master Password (if you set one)", l'eventuale master password di protezione settata, sennò lasciare vuoto, poi indicare in "Export File Format" il formato di esportazione desiderato scegliendo tra CSV e JSON, infine avviare il tutto cliccando il pulsante "Export Password" e specificare la cartella dove si desidera salvare il file contenente le password esportate in questione.

Compatibile con: Windows, Mac OS X, Linux | Dimensione: 63 MB | Download FF Password Exporter

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Il test di velocità internet Fast.com di Netflix migliorato con più informazioni

Poco più di due anni fa Netflix ha lanciato FAST.com ovvero un servizio online utilizzabile da chiunque per testare e misurare la velocità della connessione internet.

La caratteristica positiva di Fast.com, rispetto ad altri servizi simili, è il fatto che la misurazione viene automaticamente avviata non appena si visita il sito, senza invece dover indicare alcun server, cliccare pulsanti e/o subirsi annunci pubblicitari.

Non per niente dal momento del lancio a oggi, Fast.com è stato utilizzato da oltre mezzo miliardo di utenti.

L'unico neo però è dovuto al fatto che il test fino a poche ore fa visualizzava soltanto la velocità di download nei risultati della misurazione.

Ma di recente, dando ascolto alle richieste degli utenti, Netflix ha annunciato i miglioramenti applicati nelle ultime ore a FAST.com che adesso infatti può mostrare informazioni aggiuntive circa i risultati delle misurazioni effettuate.
Fast.com risultati test velocità internet in download, upload e latenza più impostazioni
Più nello specifico come si può vedere nell'esempio sopra in figura, sotto la velocità di download misurata è ora disponibile il pulsante "Mostra altre informazioni" il quale una volta cliccato visualizza anche la latenza (ovvero il tempo necessario per il passaggio dei dati dal dispositivo a un server e viceversa) e la velocità in upload della connessione internet in questione.

Più nello specifico per quanto riguarda la latenza verrà visualizzata sia la misurazione "Unloaded" che quella "Loaded". La differenza tra le due è che la prima è la velocità misurata su connessione senza conflitti di traffico (ovvero sulle quali nessun altro programma sta generando traffico e dunque occupando la banda); la seconda invece è la velocità misurata su connessioni con conflitti di traffico dove in esecuzione ci sono app e programmi che stanno generando traffico e quindi occupando la banda.

Netflix fa notare, che grandi differenze tra i valori delle due tipologie di latenza possono essere la probabile causa degli eventuali problemi che gli utenti possono riscontrare durante la riproduzione di un video, film o partita a videogioco su internet.

Infine è messo a disposizione anche il pulsante "Impostazioni" attraverso il quale all'occorrenza è possibile modificare le seguenti opzioni del test Fast.com:

  • Connessioni parallele - il valore di default settato tra 1 e 8;
  • Durata test (secondi) - il valore di default è settato tra 5 e 30;
  • Misurare la latenza caricata durante l'upload;
  • Mostra sempre ogni metrica (velocità di download, upload e latenza);
  • Mantieni configurazione su questo dispositivo.

Le modifiche apportate vanno confermate cliccando il pulsante "Salva". All'occorrenza è possibile resettare alla configurazione predefinita le impostazioni in questione, cliccando il pulsante "Reimposta".

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Integrare la cronologia di Chrome e Firefox nella Visualizzazione attività (la Timeline)

Visualizzazione attività (o Timeline nella versione anglofona) è quella funzione di Windows 10, introdotta qualche mese fa con l'aggiornamento Windows 10 April 2018 Update, che mantiene e mostra, con tanto di immagini di anteprima, una sorta di sequenza temporale delle attività svolte al computer, con alcune app e sezioni, nelle ultime settimane fino a un massimo di 30 giorni prima, tutte ordinate per data e ora dalla più recente alla più vecchia.

Come più ampiamente visto nell'articolo dedicato, Visualizzazione attività si richiama o attraverso l'apposito pulsante mostrato nella barra delle applicazioni, oppure con la combinazione dei due tasti Windows+TAB.

In tale sequenza temporale, fra le altre, viene visualizzata anche la cronologia web del browser internet Microsoft Edge; caratteristica che torna utile per ripescare rapidamente una pagina web specifica visitata nell'ultimo periodo senza dover agire in tal senso per forza di cose dal browser stesso.

Microsoft Edge però a oggi in via ufficiale è l'unico browser internet che si integra con la Visualizzazione attività di Windows 10.

Windows Timeline Support è una estensione che nasce proprio per questo motivo, ovvero per integrare anche il supporto di altri browser web nella Visualizzazione attività di Windows 10, quali Google Chrome e Mozilla Firefox (ma anche con Vivaldi e Opera ma il supporto in questi due casi non è completo ancora).
Menu estensione Windows Timeline Support per Chrome
Facile da usare, una volta installata l'estensione, a prescindere dal browser, come nell'esempio sopra in figura si deve fare un clic sulla sua icona che verrà aggiunta alla barra delle estensioni, nel popup che compare cliccare l'opzione "Sign in with your Microsoft Account" e a seguire effettuare l'accesso al proprio account Microsoft, lo stesso che si sta utilizzando sul computer, così da completare l'integrazione del browser con la Visualizzazione attività.
Visualizzazione attività Windows 10 con cronologia web di Chrome
Fatto ciò la cronologia dei siti internet visitati con Chrome e/o con Firefox comparirà nella Visualizzazione attività di Windows 10.

Tenere in considerazione che l'estensione Windows Timeline Support per impostazione predefinita integra nella Visualizzazione attività le pagine web che sono rimaste aperte sul browser per almeno 8 secondi continuativi (tempistica che si può regolare dalle impostazioni del componente aggiuntivo).

Per maggiori informazioni circa Windows Timeline Support e link di download per le varie versioni browser supportati, consultare la pagina GitHub dello sviluppatore.

Download Windows Timeline Support per Chrome | Download Windows Timeline Support per Firefox

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Windows 7 l'aggiornamento spione KB2952664 torna in Windows Update come Importante

Microsoft ci riprova ancora a far installare su Windows 7 l'aggiornamento spione KB2952664 che questa volta però in Windows Update viene indicato come "Importante" e non come "Facoltativo" come fu fino alla volta precedente.

L'aggiornamento KB2952664 (che in Windows 8.1 è il corrispettivo di KB2976978) come la stessa Microsoft afferma "esegue la diagnostica sui sistemi Windows che partecipano al programma Analisi utilizzo software di Windows. La diagnostica valuta lo stato di compatibilità dell'ecosistema di Windows e la Guida in linea Microsoft per assicurare l'applicazione e la compatibilità di periferiche per tutti gli aggiornamenti di Windows".

Ovvero abilita sul sistema operativo la raccolta dati telemetrici e diagnostici con lo scopo di raccogliere informazioni sul modo in cui gli utenti, che partecipano al programma "Analisi utilizzo software Windows", usano il computer (dati sull'utilizzo del sistema, l'uso di funzionalità come il Visualizzatore eventi e Assistenza remota, la configurazione e l'utilizzo dell'hardware ecc).

Se si è d'accordo con la condivisione delle proprie informazioni con Microsoft e si partecipa al programma "Analisi utilizzo software Windows" allora si può prendere in considerazione di installare tale aggiornamento.
Windows Update in Windows 7 nascondere aggiornamento KB2952664
Al contrario, se non si ha intenzione di partecipare al programma "Analisi utilizzo software Windows" (in questa guida abbiamo visto cos'è e come disattivare l'adesione a tale funzionalità) e tantomeno installare un aggiornamento di raccolta e condivisione dati diagnostici con i serve di Microsoft, allora in Windows Update non si deve installare l'aggiornamento "Importante" KB2952664 per Windows 7 e KB2976978 per Windows 8.1.

Inoltre, per evitare di ritrovarselo sempre fra gli aggiornamenti importanti disponibili, come nell'esempio sopra in figura si può prendere in considerazione di nasconderlo facendoci sopra un clic destro di mouse e nel menu contestuale che compare cliccare l'opzione "Nascondi aggiornamento".

Infine per non ritrovarsi installati questa tipologia di aggiornamenti si deve preventivamente modificare il comportamento di Windows Update cliccando il link "Cambia impostazioni" e attivando l'opzione "Verifica la disponibilità di aggiornamenti ma consenti all'utente di scegliere se scaricarli e installarli" invece che la predefinita opzione "Installa gli aggiornamenti automaticamente".

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Avere le barre di scorrimento sempre visibili su Windows 10

Con gli aggiornamenti di versione, Microsoft in Windows 10 ha aggiunto una caratteristica che comporta la scomparsa delle barre di scorrimento delle finestre.

Più nello specifico quando ci si trova su applicazione Windows Store oppure nelle impostazioni ddel sistema operativo, se per qualche secondo non si interagisce con la finestra in questione, le barre di scorrimento verranno automaticamente nascoste.

Più che nascoste vengono ridotte ai minimi termini rispetto alla loro normale dimensione. Ciò per alcuni potrebbe essere un fatto positivo in quanto si guadagna un po' più di area visibile sulla finestra in questione; per altri invece tale caratteristica potrebbe dare luogo a qualche difficoltà nell'interazione con le barre di scorrimento in quanto per farle comparire è necessario posare il mouse sopra la loro versione ridotta e attendere circa un secondo affinché si espandano nuovamente.

Qualora ciò lo si reputi essere un problema, è bene sapere che è possibile impedire a Windows 10 di nascondere in automatico le barre di scorrimento. Vediamo come.
Windows 10 schermata Impostazioni schermo opzione nascondi barre di scorrimento
Come riportato nell'esempio sopra in figura, ci si deve portare in menu Start > Impostazioni > Accessibilità > Schermo, qui scorrere la pagina fino a individuare l'opzione "Nascondi automaticamente le barre di scorrimento in Windows", quindi cliccare il corrispondente interruttore per settare la caratteristica su "Disattivato" invece che nel predefinito stato "Attivato".

Finito. Da ora in avanti Windows 10 non nasconderà più le barre di scorrimento che di fatti non verranno rimpicciolite, bensì rimarranno nella loro normale e più gestibile dimensione.

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