Cerca le tue foto e email su Google con il nuovo filtro Personale

Google sta per introdurre anche in Italia una nuova opzione di ricerca già disponibile sulla versione .com del motore.

Più nello specifico si tratta del nuovo filtro "Personale" attraverso il quale è possibile trovare rapidamente le proprie foto (archiviate su Google Foto) e le proprie email Gmail con una ricerca Google.

Ovviamente solo il proprietario dei contenuti potrà vedere tali email e foto in quanto il filtro "Personale" per funzionare richiede di aver effettuato l'accesso a Google con il proprio account. Vediamo come procedere.

1. Sul browser desktop o mobile portarsi su https://www.google.com/ (in basso a destra della pagina cliccare poi il link "Utilizza Google.com") dunque effettuare l'accesso a Google con il proprio account.

2. Fatto ciò portarsi sul motore di ricerca Google e qui digitare e avviare la ricerca di un termine in base al quale si desidera individuare email Gmail e foto Google Foto corrispondenti.

3. Adesso, nella pagina dei risultati di ricerca, nella barra dei filtri (come nell'esempio sotto in figura):
Ricerca Google filtro Personale
cliccare Altro > Personale per focalizzare la ricerca solo su i contenuti personali dell'account Google in uso. Ed ecco che come nell'esempio sotto in figura:
Ricerca Google risultati filtro Personale
subito dopo come risultati in un riquadro verranno visualizzate le proprie foto e/o le proprie email corrispondenti al termine di ricerca che si è sottoposto.

Ogni immagine ed email può essere cliccata così da visualizzarla nella sua dimensione e formato originale all'interno di Google Foto o di Gmail a seconda del tipo di contenuto.

Se invece si desidera visualizzare tutte le foto o le email restituite dalla ricerca personale allora basterà cliccare il link "View all Google Photos results" o "View all email Gmail results" messo a disposizione in basso a sinistra al riquadro dei risultati personali.

Va ricordato che solo il proprietario dell'account può visualizzare tali risultati (ciò è riportato anche dalla dicitura "Only you can see these results" mostrata in alto a sinistra del riquadro dei risultati) i quali ovviamente non sono pubblici e dunque non sono visibili a nessun altra persona.

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Chiudere popup in sovrapposizione su siti e pagine web con Chrome e Firefox

I popup in sovrapposizione su siti e pagine internet fanno parte di quelle "cose fastidiose" nelle quali si può incappare durante la navigazione web.

In modo particolare quando si ha a che fare con siti internet che fanno eccessivo uso dei popup tanto da ritrovarseli in alto, in basso a destra e sinistra, senza poi contare quei grossi popup che riempono quasi tutto lo schermo coprendo i contenuti della pagina web in questione che di conseguenza risulta essere impossibile da consultare.

In certi casi popup talmente fastidiosi che non scompaiono fino a che si clicca il pulsantino della "X" per chiuderli; pulsantino che talvolta non è neanche disponibile oppure camuffato e/o collocato in una diversa posizione difficile da individuare.

Se ci si riconosce in questa situazione, su i browser web Chrome e Firefox è possibile utilizzare l'apposita estensione BehindTheOverlay.
Pulsante estensione BehindTheOverlay Chrome e Fireofx
Più nello specifico, dopo l'installazione (download per Chrome, download per Firefox), questo componente aggiuntivo aggiunge al browser (a destra della barra degli indirizzi internet) il pulsante BehindTheOverlay da cliccare per chiudere in un colpo solo tutti i popup in sovrapposizione visualizzati sul sito o la pagina internet che si sta visitando.

Su i siti web che ho avuto modo di testare, il componente aggiuntivo ha funzionato alla perfezione; rimuove efficacemente anche il popup visualizzato sullo schermo da Facebook quando si visita un profilo senza aver effettuato l'accesso con il proprio account.

Però c'è da tenere in considerazione che non avendo più ricevuto aggiornamenti da Giugno 2014, BehindTheOverlay potrebbe non funzionare su i siti web che utilizzano nuove tecniche di sovrapposizione degli elementi.

Volendo, sempre su Chrome e Firefox, è possibile rinforzare ulteriormente la difesa dai popup aggressivi affiancando a BehindTheOverlay quest'altra estensione che a differenza della prima è progettata per bloccare automaticamente la visualizzazione dei popup sulle pagine web. Nel caso in cui il blocco automatico non dovesse avere effetto allora si potrà tentare la rimozione istantanea con un clic sul pulsante BehindTheOverlay.

LEGGI ANCHE: Come bloccare le finestre popup su Firefox, Chrome e Internet Explorer

Come avere più protezione da Windows Defender su Windows 10

Rispetto al passato, già da qualche tempo Windows Defender, il programma di protezione preinstallato su i computer Windows, è alla pari di tutti gli altri popolari antivirus in circolazione, niente a che vedere con il precedente Microsoft Security Essentials che offriva solo protezione di base.

Su Windows 10 e in modo particolare su Windows 10 Creators Update (e successivi) questo programma antivirus, che ora si chiama Windows Defender Security Center, è stato ulteriormente migliorato capace di garantire una protezione superiore.

Fra l'altro per chi vuole ancora più protezione da parte di virus e malware in generale, su Windows Defender di Windows 10 Creators Update (e successivi) è possibile aumentare ancora di più il livello di sicurezza abilitando Microsoft MAPS.

Microsoft MAPS è il servizio Active Protection di Microsoft in grado di fornire una maggiore protezione da malware in quanto essendo basato sulla tecnologia cloud ad elevata potenza e capacità di calcolo (comprensiva di rilevamenti euristici, analisi comportamentali e modelli di apprendimento automatico) è in grado di identificare più efficacemente le attività sospette da parte di potenziali minacce offrendo tempestivi interventi di messa in sicurezza del sistema.

Tenere in considerazione però che Microsoft MAPS per funzionare ha necessità di raccogliere e inviare al servizio cloud informazioni circa le potenziali minacce che sta analizzando sul PC (ad esempio il percorso del software sospetto sul computer); accidentalmente è possibile che tra queste informazioni vada a finire qualche dato personale, che tuttavia Microsoft non utilizzerà per identificare o contattare l'utente.

Preso atto di ciò si è dunque liberi di scegliere se attivare o meno il servizio Microsoft MAPS. In tal caso vediamo come procedere.

Come attivare Microsoft MAPS dall'Editor Criteri di gruppo locali
1. Su Windows 10 Pro e Enterprise premere la combinazione dei due tasti Windows+R per richiamare la finestra di dialogo "Esegui" e qui digitare e inviare il comando gpedit.msc per aprire l'Editor Criteri di gruppo locali.

2. Nell'Editor Criteri di gruppo locali portarsi in Configurazione Computer > Modelli amministrativi > Componenti di Windows > Windows Defender Antivirus > MAPS e nel pannello a destra della finestra individuare e aprire l'impostazione "Partecipa a Microsoft MAPS" facendoci sopra un doppio clic di mouse.
Finestra impostazione Partecipa a Microsoft MAPS
Come nell'esempio sopra in figura, nell'omonima finestra di gestione che verrà visualizzata, per prima cosa settare l'impostazione su "Attivata", a seguire nel riquadro "Opzioni" in basso a sinistra espandere il menu a tendina "Partecipa a Microsoft MAPS", qui selezionare l'opzione "MAPS avanzata" e infine confermare cliccando i pulsanti Applica e OK.

3. Fatto ciò ora è possibile aumentare il livello di protezione cloud di Windows Defender. In tal senso, agendo sempre dall'Editor Criteri di gruppo locali portarsi in Configurazione Computer > Modelli amministrativi > Componenti di Windows > Windows Defender Antivirus > MpEngine e nel pannello a destra della finestra individuare e aprire l'impostazione "Seleziona il livello di protezione su cloud" facendoci sopra un doppio clic di mouse.
Finestra impostazione Seleziona livello di protezione su cloud
Come nell'esempio sopra in figura, nell'omonima finestra di gestione che verrà visualizzata, per prima cosa settare l'impostazione su "Attivata", a seguire nel riquadro "Opzioni" in basso a sinistra espandere il menu a tendina "Seleziona il livello di blocco su cloud", qui selezionare l'opzione "Livello blocco elevato" e infine confermare cliccando i pulsanti Applica e OK.

Finito. Adesso Windows 10 godrà di un ulteriore livello di protezione da parte di virus e malware in generale. Tenere in considerazione che questa modifica renderà più sensibile Windows Defender il quale di conseguenza potrebbe dare luogo a falsi positivi, ovvero segnalare come possibili minacce software che in realtà non lo sono. In tal caso se si ha dubbi circa l'integrità di un file lo si può comunque sottoporre a multiscansione antivirus su VirusTotal e/o Metascan Online.

Per disattivare Microsoft MAPS è sufficiente settare su disattivato le due impostazioni "Partecipa a Microsoft MAPS" e "Seleziona il livello di protezione su cloud".

Come attivare Microsoft MAPS dall'Editor del Registro di sistema
Su Windows 10 Home dato che non è possibile intervenire in tal senso dall'Editor Criteri di gruppo locali si deve allora intervenire dall'Editor del Registro di sistema. Vediamo come.
Editor del Registro di sistema di Windows
  1. Premere la combinazione dei due tasti Windows+R per richiamare la finestra di dialogo "Esegui" e qui digitare e inviare il comando regedit per aprire l'Editor del Registro di sistema.
  2. Dal menu a colonna a sinistra portarsi in  HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows Defender.
  3. Nel menu a colonna a sinistra fare un clic destro di mouse sulla chiave Windows Defender e nel menu contestuale che compare fare clic su Nuovo > Chiave.
  4. Rinominare in Spynet la nuova chiave appena creata.
  5. Fare un clic destro di mouse sulla chiave Spynet e nel menu contestuale che compare cliccare Nuovo > Valore DWORD (32-bit).
  6. Rinominare in SpynetReporting il nuovo valore appena creato.
  7. Fare doppio clic di mouse sul valore SpynetReporting e nella finestra di modifica che compare impostare i dati valore a 2.
  8. Dal menu a colonna a sinistra portarsi nuovamente in  HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows Defender.
  9. Nel menu a colonna a sinistra fare un clic destro di mouse sulla chiave Windows Defender e nel menu contestuale che compare fare clic su Nuovo > Chiave.
  10. Rinominare in MpEngine la nuova chiave appena creata.
  11. Fare un clic destro di mouse sulla chiave MpEngine e nel menu contestuale che compare cliccare Nuovo > Valore DWORD (32-bit).
  12. Rinominare in MpCloudBlockLevel il nuovo valore appena creato
  13. Fare doppio clic di mouse sul valore MpCloudBlockLevel e nella finestra di modifica che compare impostare i dati valore a 2.
Finito. Anche su Windows 10 Home si è così attivato l'ulteriore livello di protezione di Windows Defender. Per disattivarla, in ogni momento basterà eliminare dal registro le due chiavi Spynet e MpEngine.

Infine, ma non meno importante, è bene ricordare che per Windows Defender è anche possibile attivare la protezione contro gli adware PUA e PUP ovvero una difesa dall'installazione e/o modifiche da parte dei programmi indesiderati di terze parti contenuti ad esempio come sponsor in software legittimi.

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Cosa fare se internet non funziona al PC

Di punto in bianco può capitare che al computer non funzioni più la connessione internet ADSL, risultando di fatto offline.

Problema che in modo particolare può creare non pochi disagi a coloro che per lavorare necessitano di essere online, soprattutto se l'assenza di rete si protrae per diversi minuti, ore, oppure ancora peggio per giorni. Situazione che può risultare ugualmente problematica anche per chi più semplicemente in quel momento aveva necessità di leggere le email ricevute, acquistare online, svagarsi sul web e via dicendo.

In queste circostanze le cose da fare sono poche per tentare di ritornare online il prima possibile e/o trovare una soluzione alternativa. Vediamo cosa.
Connessione internet assente
1. Controllare i cavi di collegamento
Prima di mettere mano a qualsiasi cosa è bene assicurarsi se inavvertitamente, magari dopo le pulizie di casa o in seguito a un colpo accidentale, è stato scollegato qualche cavo che dalla presa telefonica va al router e che dal router va al PC e viceversa.

2. Spegnere il router
Spesso e volentieri alcuni problemi di assenza di rete si risolvono semplicemente spegnendo il router per 10 secondi (ma meglio anche 1 minuto) per poi riaccenderlo. Una volta acceso il router, dargli qualche minuto di tempo affinché carichi completamente, verificare se ora è possibile navigare su internet.

Alcuni problemi di minore entità si può tentare di risolverli con lo strumento "Risoluzione problemi" di Windows che si avvia facendo un clic destro di mouse sull'icona di rete visualizzata nell'area di notifica della barra delle applicazioni e nel menu contestuale cliccando poi "Risoluzione problemi" appunto.

Si potrebbe tentare di risolvere problemi minori impiegando anche questi 3 programmi gratis per riparare la connessione internet su PC Windows.

3. Resettare il router (facoltativo e solo per esperti)
Qualora ci si volesse togliere il dubbio che per un non meglio identificato motivo la configurazione del router è stata alterata e dunque ciò potrebbe essere la causa dell'assenza di rete, si potrebbe prendere in considerazione di fare il reset del router alle impostazioni di fabbrica.

Per resettare il router è necessario spingere una graffetta all'interno del buchetto "Reset", che solitamente si trova sul retro, all'interno del quale si c'è una sorta di bottoncino che si deve tenere premuto (delicatamente) fino a che non si spengono le luci del router. Spente le luci rimuovere la graffetta e attendere il caricamento del router, dunque verificare se ora è possibile accedere a internet.

NOTA: Tenere bene in considerazione che resettando il router si perderanno tutte le configurazioni e personalizzazioni apportate fino a quel momento come ad esempio l'apertura delle porte TCP e UDP per scaricare da eMule e simili, il nome della rete SSID, oltreché in alcuni casi anche il reset dei dati di accesso (username e password) all'interfaccia browser di gestione del router stesso che di fatto verranno riportati a quelli di default forniti dall'ISP (il fornitore della rete internet). Per questi motivi il reset va tentato solo se si è utenti avanzati in grado di riconfigurare tutte le precedenti impostazioni sul router.

4. Avvisare l'ISP del guasto
Arrivati fino a qui e stabilito che il problema di assenza di rete non è dovuto a noi, la successiva cosa da fare è di chiamare il centro di assistenza tecnica del proprio ISP (il fornitore della rete internet al quale ci si è abbonati) e spiegare la situazione all'operatore il quale provvederà così a fare la segnalazione e l'apertura del guasto del quale si incaricheranno gli addetti.

A seconda dei casi per la risoluzione ci potrebbe volere qualche minuto, qualche ora ma anche qualche giorno; va da se che prima si contatta l'assistenza, prima il problema verrà risolto. A seguire i link al sito web e i numeri di telefono per contattare l'assistenza dei principali fornitori ADSL:
Tenere in considerazione che è possibile contattare l'assistenza tecnica del proprio ISP anche tramite applicazioni Android e iOS dedicate, oltreché su i social network Twitter e Facebook.

5. Usare lo smartphone
Se internet serviva solo per leggere delle email o per svolgere qualche altra attività non impegnativa, allora si può utilizzare la connessione dati del cellulare per fare ciò, fino a che il problema ADSL non verrà risolto.

Se invece occorre internet per lavori e/o attività che necessariamente vanno svolte al computer, allora si può prendere in considerazione di usare lo smartphone come router WiFi sfruttando il piano dati mobili disponibile.

Per fare ciò, sul cellulare ci si deve portare in Impostazioni > Rete e internet > Tethering/hotspot portatile e dunque attivare la modalità Hotspot Wi-Fi. Al computer non resta che avviare la ricerca delle reti WiFi disponibili in zona, fra le altre individuare quella del proprio telefonino e dunque connettersi digitando e inviando la password di accesso (visualizzata sul cellulare nella scheda di configurazione dell'hotspot WiFi).

NOTA: I clienti Vodafone prima di procedere devono apportare questa modifica per usare il tethering WiFi senza pagare in quanto diversamente si vedrebbero azzerati il credito nel giro di un minuto.

Dato che al PC per navigare su internet si sta usando il traffico dati del cellulare, per limitare il consumo dei dati mobile è consigliabile seguire questi consigli su computer e smartphone:
6. Sfruttare altre connessioni WiFi
Infine se il guasto si è protratto così a lungo da non poter più usare il cellulare come hotspot WiFi, come ultima spiaggia resta la possibilità di sfruttare altre connessioni WiFi magari se ce ne sono di libere in zona come gli hotspot pubblici (prendendo però queste precauzioni in via preventiva), oppure chiedendo al vicino di casa se ci permette di utilizzare la sua rete (magari dietro adeguato compenso), oppure portare il PC a casa di amici o parenti o in un internet point e utilizzare la loro connessione WiFi.

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Aggiungere cartelle personali alla barra delle applicazioni di Windows

Nel caso in cui al PC di frequente si apre una o più specifiche cartelle, piuttosto che creare un collegamento sul desktop potrebbe invece tornare utile aggiungere tale cartella direttamente alla barra delle applicazioni di Windows così da averla sempre a portata di mouse quando occorre senza invece dover tornare ogni volta al dekstop per aprirla.

Ma a differenza dei programmi, per aggiungere i quali alla barra delle applicazioni li si può trascinare e rilasciare su di essa, oppure fare un clic destro di mouse sull'icona del progamma e nel menu contestuale cliccare poi l'opzione "Aggiungi alla barra delle applicazioni", per aggiungere una cartella questo metodo non funziona bensì bisogna intervenire in modo differente, vediamo come.

1. Sul desktop cliccare con il tasto destro un'area vuota e nel menu contestuale che comparirà fare clic su Nuovo > Collegamento.

2. Nella finestra "Crea collegamento" che verrà visualizzata subito dopo (come nell'esempio sotto in figura):
Windows finestra Crea collegamento per cartella
cliccare il pulsante "Sfoglia" e nella finestra di selezione "Cerca file o cartelle" che comparirà, individuare la cartella che si desidera aggiungere alla barra delle applicazioni, dunque selezionarla e confermare cliccando il pulsante "OK".

Tornati alla finestra "Crea collegamento" ora non resta che aggiungere la parola explorer all'inizio del campo percorso della cartella appena indicata e dare uno spazio per separarla dal percorso (come sopra in figura), quindi proseguire alla successiva schermata cliccando il pulsante "Avanti" dove si dovrà digitare il nome che si desidera dare alla cartella, dunque confermare cliccando il pulsante "Fine".

3. Creato il collegamento sul desktop, non resta che trascinarlo con il mouse e rilasciarlo sopra la barra delle applicazioni per aggiungerlo (oppure farci sopra un clic destro di mouse e nel menu contestuale cliccare l'opzione "Aggiungi alla barra delle applicazioni").

Ripetere la stessa procedura con tutte le cartelle che si desidera aggiungere alla barra delle applicazioni di Windows.

Tenere in considerazione che se si desidera dare un tocco di personalizzazione in più alla cartella, prima di rilasciarla sulla barra delle applicazioni è possibile cambiare la sua icona facendoci sopra un clic destro di mouse, nel menu contestuale cliccare "Proprietà" e nella finestra che verrà visualizzata, come nell'esempio sotto in figura:
Windows cambiare icona cartella
nella scheda "Collegamento" cliccare il pulsante "Cambia icona" per aprire l'omonima finestra nella quale sarà ora possibile indicare e applicare, cliccando il pulsante OK, una nuova icona per tale cartella. A modifica terminata sarà poi possibile aggiungere la cartella alla barra delle applicazioni di Windows.

LEGGI ANCHE: Aggiungere siti alla barra delle applicazioni di Windows

Aggiungere siti alla barra delle applicazioni di Windows

Se si è soliti visitare alcuni siti internet quotidianamente, oltreché salvarli nei preferiti del browser del PC si potrebbe prendere in considerazione di aggiungerli al menu Start (come già visto in questa guida per Windows 10) oppure alla barra delle applicazioni di qualsiasi versione di Windows per potervici accedere ancora più rapidamente.

Per lo scopo ci si deve servire del browser Google Chrome con il quale creare il pulsante di collegamento e sul quale verrà aperto il sito o la pagine web in questione. Vediamo come procedere.

1. Su Chrome aprire il sito o la pagina internet che si desidera aggiungere alla barra delle applicazioni di Windows, quindi come nell'esempio sotto in figura:
Chrome aggiungere sito internet al desktop
esapndere il menu di Chrome, qui portarsi in Altri strumenti > Aggiungi al desktop e nell'omonima finestra di conferma che apparirà sullo schermo cliccare il pulsante "Aggiungi" per creare il collegamento sul desktop.

2. Creato il collegamento sul desktop adesso non resta che posizionarlo nella barra delle applicazioni di Windows e per fare ciò si può procedere o trascinando con il mouse e rilasciando quel collegamento sulla barra delle applicazioni, oppure come nell'esempio sotto in figura:
Aggiungere collegamento alla barra delle applicazioni
facendoci sopra un clic destro di mouse e nel menu contestuale che comparirà cliccando infine l'opzione "Aggiungi alla barra delle applicazioni".

Procedere allo stesso modo per aggiungere alla barra delle applicazioni tutti i siti e le pagine internet di proprio interesse.

LEGGI ANCHE: Aggiungere cartelle personali alla barra delle applicazioni di Windows

Usare lo smartphone Android come webcam PC in WiFi, USB o IP camera

Si ha necessità di usare il PC Windows per fare una videochiamata su Skype oppure per chattare su una videochat ma non si ha una webcam oppure quella che si possiede è rotta o non funziona?

In tal caso è bene sapere che come alternativa è possibile usare la fotocamera del cellulare o del tablet Android come webcam del computer.

Se già abbiamo visto come fare con l'applicazione IP Webcam, a seguire andremo invece a vedere come procedere utilizzando l'app DroidCam Wireless Webcam con la quale non solo è possibile utilizzare il telefono Android come webcam WiFi o USB, bensì all'occorrenza anche come camera IP di sorveglianza (da controllare da remoto attraverso il browser internet).

Usare il cellulare come webcam WiFi o USB
1. Per prima cosa sullo smartphone o tablet installare l'applicazione DroidCam Wireless Webcam.

2. Sul computer Windows invece scaricare e installare il Client DroidCam che a sua volta provvederà a installare i driver necessari sul PC.

3. Se si intende collegare la webcam al PC in WiFi (senza fili) assicurarsi che il cellulare e il computer siano entrambi connessi alla stessa rete WiFi; se invece si preferisce effettuare il collegamento via USB allora collegare il cellulare e il computer con il cavo.

4. Avviare l'applicazione DroidCam Wireless Webcam sul telefono e andare avanti fino alla schermata delle informazioni di rete (sotto in figura):
App Android DroidCam info rete e impostazioni
nella quale è riportato l'indirizzo "WiFi IP" che servirà per collegare la webcam al PC in WiFi, e l'indirizzo "Browser IP Cam Access" che invece servirà per accedere alla webcam del cellulare da remoto attraverso il browser internet.

5. Avviare il Client DroidCam sul PC e nell'interfaccia grafica che verrà visualizzata, come nell'esempio sotto in figura:
DroidCam Client PC desktop
in alto cliccare il primo pulsante da sinistra se si desidera collegare la webcam in WiFi, oppure cliccare il secondo pulsante se si intende collegarla via cavo USB.

Nel primo caso, collegamento via WiFi, nel campo di inserimento "Device IP" si dovrà digitare l'indirizzo "WiFi IP" visualizzato nella schermata delle informazioni di rete dell'app DroidCam Wireless Webcam. Il campo "DroidCam Port" dovrebbe invece risultare essere già compilato. Se si desidera trasmettere sia l'audio che il video dalla fotocamera del cellulare, allora nel client DroidCam spuntare le due annesse caselle opzionali. Non resta che cliccare il pulsante "Start" per avviare il collegamento.

Se invece si desidera collegare la fotocamera dello smartphone via cavo USB, prima di cliccare il pulsante "Start" sul client PC, affinché il client rilevi il cellulare è necessario attivare la funzione "Debug USB" sullo smartphone Android che si trova nelle "Opzioni sviluppatore".
DroidCam Client PC desktop fotocamera cellulare Android rilevata
In entrambi i casi dopo aver cliccato il pulsante "Start" entro qualche secondo, come nell'esempio sopra in figura, nell'interfaccia del client DroidCam comparirà in video ciò che è inquadrato con la fotocamera dello smartphone, proprio come una webcam.

Webcam che adesso è possibile utilizzare dove occorre, ad esempio su Skype dove infatti come è possibile vedere nell'esempio sotto in figura:
Impostazioni video Skype con DroidCam come opzione webcam
essa sarà disponibile come periferica video "DroidCam" da selezionare per usare il telefono Android come webcam per le videochiamate. Allo stesso modo di Skype la fotocamera del cellulare si può usare come webcam su programmi di videoconferenza simili e su i siti di videochat.

La riproduzione video può essere interrotta sia dall'app DroidCam Wireless Webcam che dal client DroidCam toccando o cliccando rispettivamente il pulsante "Ferma" o "Stop".

Dall'app DroidCam accedendo alle impostazioni è possibile regolare diversi aspetti come ad esempio scegliere se utilizzare la fotocamera frontale o posteriore del cellulare come webcam, oscurare automaticamente lo schermo dello smartphone quando è in modalità webcam così da consumare meno batteria, limitare i fotogrammi per secondo "FPS" e via dicendo.

Nella versione gratis di DroidCam sia client che app non si ha la possibilità di regolare la riproduzione video, opzioni gestionali consentite infatti solo alla versione Pro, a pagamento.

Usare il cellulare come camera IP
Se invece si ha necessità di utilizzare la fotocamera del cellulare come videocamera di sorveglianza, magari da sistemare nella cameretta del bambino per tenerlo sotto controllo oppure in qualsiasi altra stanza o ambiente da monitorare, dopo aver collegato il cellulare alla stessa rete WiFi del computer non si deve fare altro che aprire il browser internet sul PC e nella barra degli indirizzi digitare e inviare il "Browser IP Cam Access" visualizzato nella schermata delle informazioni di rete dell'app DroidCam Wireless Webcam.
DroidCam IP camera dal browser internet
Come nell'esempio sopra in figura se tutto è andato a buon fine dopo qualche secondo sul browser comparirà ciò che la fotocamera del cellulare sta inquadrando.

A differenza dell'app e del client, la versione camera IP dal browser gode di vari strumenti gestionali del flusso video come ad esempio lo zoom avanti e indietro, la messa a fuoco automatica, la possibilità di attivare il flash LED dello smartphone, catturare schermate, limitare i FPS, cambiare la qualità video scegliendo tra 240p, 480p, oppure 720p.

Per quanto riguarda la videosorveglianza, se si è in cerca di strumenti più completi consiglio la lettura del dedicato articolo: Programmi PC gratis per sorvegliare con webcam e IP camera.

Modalità Gioco di Windows 10 per velocizzare giochi e programmi lenti

Fra le novità introdotte da Microsoft su Windows 10 con l'aggiornamento Creators Update c'è la Modalità gioco tanto attesa dai gamers.

Attivando la Modalità di gioco infatti Windows provvederà ad ottimizzare e a fornire prioritariamente (rispetto agli altri programmi e processi in esecuzione) le risorse di sistema, quali il processore CPU e la scheda grafica GPU, in favore del videogame che si intende utilizzare affinché l'esperienza di gioco risulti essere più fluida e stabile qualora in condizioni normali si stessero invece riscontrando problemi in tal senso.

Ma non solo videogame. La Modalità gioco infatti può essere applicata allo stesso modo anche ai normali programmi per ottimizzarli nel caso in cui inizino a dare luogo a inconvenienti come rallentamento, blocco, caricamento a scatti e via dicendo. Vediamo come utilizzare questa modalità.

LEGGI ANCHE: Come avere la Modalità di gioco su Windows 10 Pro N

1. Per prima cosa è necessario attivare la Modalità gioco portandosi in Impostazioni > Giochi > Modalità di gioco (come nell'esempio sotto in figura):
Attivare Modalità gioco Impostazioni Windows 10
e qui settare su attivato l'interruttore dell'opzione "Usa Modalità gioco".

2. Fatto ciò è ora necessario lanciare il videogioco o il programma che si intende ottimizzare, dopodiché nella tastiera premere la combinazione dei due tasti Windows+G per aprire la Barra di gioco (sotto in figura):
Barra di gioco della Modalità di Gioco di Windows 10
nella quale si deve poi cliccare il pulsante che come icona ha l'ingranaggio (il primo da destra).

3. Fatto ciò a seguire verrà così visualizzata la finestra delle impostazioni di gioco, dove nella scheda "Generali" (sotto in figura):
Finestra impostazioni Barra di gioco Windows 10
non resta altro che spuntare la casella dell'opzione "Utilizza la modalità di gioco per questo gioco".

Il programma o gioco in questione adesso verrà ottimizzato da Windows 10 al fine di garantirne la migliorie esperienza possibile.

Una volta finito di giocare o di usare quell'applicazione (tenendola però in esecuzione), se si vuole disattivare la Modalità di gioco non resta che tornare alla scheda "Generale" della finestra delle impostazioni della barra di gioco e qui deselezionare la casella dell'opzione "Utilizza la modalità di gioco per questo gioco".

Ovviamente tenere in considerazione che le eventuali migliorie apportate da tale modalità si noteranno su PC con hardware poco potente, mentre su computer dotati di processore, scheda video e memoria RAM abbondanti non si dovrebbe sentire alcuna differenza.

Per i computer non Windows 10 Creators Update è bene ricordare che le ottimizzazioni della modalità di gioco si possono avere comunque utilizzando appositi software di terze parti come ad esempio il già recensito e gratuito Smart Game Booster per ottimizzare il PC per giocare ai videogame con migliori prestazioni.

Potrebbero inoltre tornare utili i due programmi gratis Project Mercury e Full Throttle Override con i quali dare la priorità della CPU al programma o gioco di proprio interesse così da godere di una migliore esperienza.

Infine non bisogna dimenticare che alcuni antivirus sono dotati della "Modalità di gioco" integrata, abilitata la quale il programma di sicurezza provvederà ad appesantire il meno possibile le risorse di sistema per evitare di gravare sul videogame o programma in esecuzione.

LEGGI ANCHE: Siti per scaricare gratis videogiochi belli per PC legalmente

Sapere chi ha spento il PC e quando

Se per un qualche motivo si ha necessità di sapere quale utente ha spento il PC Windows e quando, in tal senso si può ricorrere al preinstallato strumento Visualizzatore eventi o più comodamente a uno dei due appositi programmi che andremo ora a vedere.

Il primo, Shutdown Logger, sviluppato da NoVirusThanks, una volta installato aggiungerà il servizio "NoVirusThanks Shutdown Logger" (fra l'altro gestibile nella finestra "Servizi" richiamabile digitando "servizi" nel men Start) che si occuperà di monitorare gli arresti di Windows e annesse informazioni.

Più nello specifico tali dati vengono memorizzati in file di log disponibili sotto la directory Disco locale (C:) > ShutdownLoggerSvc > Log, ordinati in base alla data in cui è avvenuto lo spegnimento del computer.
All'interno del file di log, come nell'esempio sopra in figura,  vengono riportate le seguenti informazioni: "Action" l'azione di spegnimento o riavvio di Windows, "Datetime" la data e l'ora dell'azione di spegnimento/riavvio, "Uptime" per quanto tempo è rimasto acceso il PC, "Logged On User" il nome dell'utente che ha effettuato l'accesso e spento/riavviato il computer.

Compatibile con Windows: Tutte le versioni | Dimensione: 1,14 MB | Download Shutdown Logger

L'altro programma è il portatile TurnedOnTimesView di NirSoft (si può avere l'interfaccia grafica in italiano scaricando dalla pagina di download del programma l'archivio ZIP "Italian" e scompattandolo all'interno della cartella di TurnedOnTimesView) che mostra ulteriori informazioni circa lo spegnimento o il riavvio del computer Windows.
Come infatti è possibile vedere nell'esempio sopra in figura esso riporta la data e l'ora della durata di ogni sessione (colonne "Ora di inizio" e  "Tempo di chiusura") specificando il riavvio o lo spegnimento del sistema operativo nella colonna "Tipo di chiusura", riportando a seconda dei casi anche il motivo dell'arresto (ad esempio in seguito a un problema hardware, oppure all'installazione dei Windows Update o al ripristino di configurazione di sistema e via dicendo).

Facendo un doppio clic di mouse su un evento è possibile consultare più comodamente tutti i rispettivi dettagli in una finestra separata.

Compatibile con Windows: Tutte le versioni | Dimensione: 71,6 KB | Download TurnedOnTimesView

LEGGI ANCHE: Come scoprire chi ha installato o disinstallato un programma in Windows

App Timbre Android per modificare audio e video (tagliare,unire, convertire ecc)

Timbre è un'applicazione per smartphone e tablet Android con la quale è possibile modificare video e audio al cellulare per meglio adattarli alle proprie esigenze.

Ad esempio Timbre può tornare utile per ritagliare un file audio al fine di ricavare una suoneria per il cellulare, oppure per tagliare solo la parte interessante di un video da condividere magari su Facebook o WhatsApp. Ma non solo, con Timbre è possibile effettuare altre modifiche ai file multimediali.

Facile da usare, gratuita, una volta avviata l'applicazione si presenterà con questa interfaccia grafica sotto in figura:
Interfaccia Timbre app Android
nella quale subito si dovrà scegliere uno degli interventi da apportare a un file audio o video scegliendo fra i rispettivi strumenti messi a disposizione. Più nello specifico:

Strumenti Audio
  • Join - Per unire più file audio in un unico file;
  • Cut - Per tagliare e conservare la porzione audio desiderata;
  • Convert - Per convertire il file audio in altri formati (MP3, WAV, FLAC, M4A, AAC, OGG);
  • Omit - Al contrario di Cut serve a omettere porzioni audio dai file conservando solo ciò che rimane;
  • Split - Per dividere un file audio in più parti;
  • Bitrate - Per modificare il Bitrate del file audio.
Strumenti Video
  • Tutti i sopra elencati Join, Cut, Convert, Omit, Split  tranne Bitrate;
  • Remove audio - Per togliere l'audio dal video;
  • Video to Audio - Per convertire il file video in un file audio scegliendo fra i formati MP3, WAV, FLAC, M4A, AAC, OGG.
Dopo aver selezionato lo strumento audio o video di proprio interesse a seguire si dovrà indicare il file che si vuole modificare per accedere alla schermata del rispettivo editor (sopra in figura è quella dello strumento "Cut" audio).

Dopo aver apportato l'intervento e dato un nome al file da modificare non resta che avviare il tutto e attendere la fine del processo che potrebbe durare più o meno tempo a seconda della dimensione del file sul quale si sta intervenendo. Al termine verrà restituito il nuovo file modificato (verrà salvato nella scheda di memoria esterna) dunque il file originale verrà conservato.

Concludendo, Timbre è un'app Android davvero ben fatta e completa per la gestione dei file audio e video sul cellulare che può tornare utile avere a disposizione specialmente quando non si ha la possibilità di utilizzare il computer per apportare interventi di questo genere.

Compatibile con Android: 4.1 o versioni successive | Download Timbre

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Sapere se il PC è vulnerabile al virus WannaCry

WannaCry è il ransomware che circa dieci giorni fa ha infettato centinaia di migliaia di computer Windows in tutto il mondo criptando i file in memoria e poi chiedendo il pagamento di un riscatto alle vittime per ricevere la chiave di decrittazione; diversamente se non si paga entro una settimana tutto andrà perso.

NOTA: Abbiamo già visto la guida su come proteggere il PC dal malware WannaCry per mettersi al sicuro dall'infezione.

Come riportato nella guida, la prima cosa da fare è installare l'apposito aggiornamento Windows Update rilasciato da Microsoft già dallo scorso Marzo, chiudere la porta TCP e UDP 445 con Windows Firewall e infine disattivare il protocollo di condivisione SMB 1.0.

Se non si è provveduto a mettere in atto questi interventi, allora il proprio PC Windows (in modo particolare Windows 7 e Windows XP) è a rischio infezione.

Pere sapere se il proprio computer è protetto da WannaCry o meno si può inoltre utilizzare lo strumento messo gratuitamente a disposizione da ESET (produttrice dell'omonimo antivirus). Si tratta di un file eseguibile ESETEternalBlueChecker.exe di soli 326 KB, che una volta avviato, sotto interfaccia DOS notifica all'utente circa l'integrità del proprio sistema; ovvero come negli esempi sotto in figura:
Test ESET per sapere se il PC è sicuro da WannaCry
se dopo averlo eseguito compare la dicitura "Your computer is vulnerable !!!" significa che il proprio PC è vulnerabile, dunque insicuro; se invece appare la notifica "Your computer is safe, Microsoft security update is already installed" significa che il computer è protetto in quanto vi è installato l'apposito aggiornamento di sicurezza Windows Update di Microsoft.

Tenere però in considerazione che lo strumento di ESET decreta un PC sicuro o insicuro solo in base alla presenza o meno dell'aggiornamento Windows Update, ma non tiene conto degli altri due interventi altamente consigliati da attuare, ovvero chiudere la porta TCP e UDP 445 con Windows Firewall e disattivare il protocollo di condivisione SMB 1.0 (leggere la guida sopra linkata per vedere come fare).

Infine qualora sfortunatamente si è stati infettati da WannaCry, e non si è provveduto preventivamente a effettuare un backup dei dati, è bene non spegnere o riavviare il computer in quanto è possibile recuperare i file cifrati decrittandoli con i due strumenti gratis WannaKey e WannaKiwi su Windows 7, XP, Vista, Server 2003/2008/2008 R2, ma solo se il sistema non è stato arrestato o riavviato.

LEGGI ANCHE: Programmi gratis contro i ransomware su Windows

Come bloccare porte TCP e UDP con Windows Firewall

Al computer la maggioranza dell'utenza comune non ha mai sentito parlare di porte TCP e UDP, oppure c'è chi ci ha avuto a che fare in modo superficiale per configurare programmi come ad esempio quelli di tipo peer to peer per il file sharing quali eMule e simili.

Ma le porte TCP (connessione dati in entrata) e UDP (connessione dati in uscita) ultimamente sono diventate di dominio pubblico in seguito al malware WannaCry che sfruttando l'exploit del protocollo SMB 1.0, attraverso la porta 445 TCP e UDP ha infettato oltre 230.000 computer Windows in tutto il mondo crittografando i file in memoria, chiedendo poi il pagamento di un riscatto per averli indietro. Se si fosse provveduto a bloccare preventivamente quella porta, il PC non sarebbe stato colpito dal ransomware.

Ma come si fa a chiudere una porta TCP/UDP al computer? Per fare ciò, senza servirsi di risorse di terze parti, si può utilizzare l'integrato Windows Firewall con una procedura fra l'altro semplice e dunque alla portata di tutti. Vediamo come fare prendendo come esempio l'appena citata porta 445 per la quale bloccare le connessioni dati in entrata "TCP" e le connessioni dati in uscita "UDP".

Come chiudere porte TCP e UDP con Windows Firewall
1. Su Windows Aprire il Panello di controllo facendo prima un clic destro sul tasto Start e poi nel menu contestuale cliccando la voce "Pannello di controllo" e qui portarsi in Sistema e sicurezza > Windows Firewall.

2. Nella finestra Windows Firewall che verrà visualizzata, nel menu a colonna a sinistra cliccare il link "Impostazioni avanzate" per aprire la finestra "Windows Firewall con sicurezza avanzata".

3. Nella finestra "Windows Firewall con sicurezza avanzata" come nell'esempio sotto in figura:
nella colonna al lato sinistro con un clic selezionare la voce "Regole connessioni in entrata" e nella colonna al lato destro cliccare la voce "Nuova regola..." per aprire la finestra "Creazione guidata nuova regola connessioni in entrata" nella quale in ordine procedere come segue:
  • Nella prima schermata "Selezionare il tipo di regola che si desidera creare" spuntare l'opzione "Porta" e confermare cliccando il pulsante "Avanti";
  • Nella seconda schermata "Selezionare se applicare la regola al protocollo TCP o UDP" selezionare le opzioni "TCP" e "Porte locali specifiche" e nel campo di inserimento di quest'ultima digitare "445" e confermare cliccando il pulsante "Avanti";
  • Nella terza schermata "Selezionare l'azione desiderata per le connessioni che soddisfano le condizioni specificate" selezionare l'opzione "Blocca la connessione" e confermare cliccando il pulsante "Avanti";
  • Nella quarta schermata "Selezionare il tipo di applicazione della regola" selezionare le tre opzioni "Dominio/Privato/Pubblico" e confermare cliccando il pulsante "Avanti";
  • Nella quinta e ultima schermata "Selezionare il nome e la descrizione della regola" in "Nome" digitare "445" e facoltativamente in "Descrizione" scrivere una frase descrittiva circa la regola. Confermare il tutto e creare la regola cliccando il pulsante "Fine".
La regola è stata così creata, però solo per bloccare le connessioni in entrata sulla porta TCP 445. Adesso infatti è necessario creare la regola per le connessioni in uscita sulla porta UDP 445.

Dunque tornati alla finestra "Windows Firewall con sicurezza avanzata" questa volta nella colonna al lato sinistro con un clic selezionare la voce "Regole connessioni in uscita" e nella colonna al lato destro cliccare la voce "Nuova regola..." per aprire la finestra "Creazione guidata nuova regola connessioni in uscita". Non resta che seguire la procedura elencata sopra per la porta TCP, ma nella seconda schermata "Selezionare se applicare la regola al protocollo TCP o UDP" selezionare l'opzione "UDP" invece che "TCP".

Tenere in considerazione che all'occorrenza è possibile disattivare e/o riattivare il blocco della porta in ogni momento. Per fare ciò, come nell'esempio sotto in figura:
Windows Firewall attivare o disattivare regola
in Windows Firewall selezionare "Regole connessioni in uscita" o "Regole connessioni in entrata" a seconda del protocollo di porta che si desidera attivare/disattivare (TCP e/o UDP), quindi nella lista delle regole corrispondenti che verrà visualizzata individuare quella di proprio interesse precedentemente creata, farci sopra un clic destro di mouse e nel menu contestuale che comparirà cliccare l'opzione "Disabilita regola" per disattivarla, oppure "Abilita regola" per riattivarla.

LEGGI ANCHE: Come bloccare l'accesso a internet a un programma con Windows Firewall e Firewall di Windows facile da usare con Firewall App Blocker.

Come vedere le porte TCP e UDP aperte
Per sapere quali porte TCP e UDP attualmente sono aperte al computer è possibile utilizzare appositi programmi come ad esempio il gratuito e portatile CurrPorts di NirSoft.
CurrPorts interfaccia grafica
Come nell'esempio sopra in figura, una volta avviato esso visualizzerà la lista di tutte le porte TCP e UDP aperte in quel preciso momento.

Il numero delle porte aperte è riportato nella colonna "Local Port", la loro tipologia TCP o UDP è riportata nella colonna "Protocol", il nome del processo che le sta impiegando è riportato nella colonna "Process Name" e il loro stato è riportato nella colonna "State".

NOTA: Dalla pagina di download di CurrPorts è possibile scaricare l'archivio ZIP "Italian" da estrarre dentro la cartella del programma per avere l'interfaccia in italiano.

Come sapere a cosa serve una porta TCP e UDP
Individuata uno o più porte TCP/UDP aperte, prima di chiuderle si potrebbe avere l'esigenza di conoscere la loro funzione e dunque capire se è o meno il caso di bloccarle senza causare malfunzionamenti di servizi e programmi da esse dipendenti.

In tal caso può tornare utile una ricerca su Google digitando ad esempio "port 445", oppure consultare la pagina Lista di porte standard da Wikipedia che mostra la lista delle porte note comprese nell'intervallo 0-1023, la lista delle porte registrate comprese nell'intervallo 1024-49151 e la lista delle porte non registrate.

NOTA: Per individuare rapidamente il numero di porta di proprio interesse, nella tastiera premere il tasto "F3" oppure la combinazione dei due tasti Ctrl+F per aprire e utilizzare in tal senso la casella di ricerca interna alla pagina web che si sta visitando.
Sito Gibson Research Corporation
Ancora meglio ci si può anche servire del sito Gibson Research Corporation sul quale sfruttando il motore di ricerca interno è possibile reperire informazioni dettagliate sul numero di porta di proprio interesse (come nell'esempio sopra in figura).

LEGGI ANCHE: Windows, vedere quali programmi stanno usando internet e sapere se sono dei virus

Recuperare i file criptati da WannaCry su Windows 7, XP e altri

Dopo una settimana dal massiccio attacco informatico da parte del ransomware WannaCry iniziano finalmente a spuntare i primi strumenti per decriptare i file criptati su i PC Windows senza dover pagare il riscatto ai cybercriminali.

Per sviluppare questi tool è stato prima necessario comprendere appieno l'azione di WannaCry che nello specifico si serve dell'API Microsoft Cryptographic Application Programming Interface (CryptoAPI), inclusa nei sistemi operativi Windows, per generare, attraverso l'impiego di numeri primi, la chiave di cifratura e decifratura dei file. Una volta generate e applicate le chiavi di cifratura, WannaCry le elimina dalla CryptoAPI per impedirne il recupero al fine della decrittazione dei file.
Tool WannaKiwi per decifrare file da WannaCry
Il ricercatore francese Adrien Guinet ha però scoperto che è ancora possibile ricavare le chiavi di decrittazione recuperando i numeri primi usati per cifrare i file dai settori di memoria sui quali vengono salvati temporaneamente, ma soltanto a patto che dopo l'infezione WannaCry non si è provveduto a riavviare o spegnere il computer in quanto diversamente quei settori di memoria verranno svuotati e di conseguenza non si avrà la possibilità di ricavare alcunché.

Con queste informazioni alla mano Adrien Guinet ha così sviluppato il tool WannaKey con il quale decrittare i file cifrati da WannaCry. Il grosso limite di questo strumento però è di funzionare solo su Windows XP (sistema operativo colpito in bassa percentuale da WannaKey rispetto a Windows 7 che è invece l'SO che ha fatto registrare il maggior numero di vittime da parte di questo ransomware).

Ma dato che WannaKey è opensource, basandosi sul suo codice sorgente è stato sviluppato un ulteriore strumento dal nome WannaKiwi in grando di decifrare i file su Windows 7, Windows Vista, Windows XP, Windows Server 2003, Windows Server 2008 e Windows Server 2008 R2.

WannaKiwi è disponibile al download con tanto di guida all'uso su questa pagina di GitHub; così come WannaKey disponibile al download su questa pagina di GitHub con annesse istruzioni per l'uso. Sotto un video dimostrativo di WannaKiwi in azione.
È bene ripetere che WannaKiwi e WannaKey possono riuscire a decrittare i file cifrati da WannaCry solo se dopo essere stati infettati dal malware non si è riavviato il computer.

Al fine della prevenzione è bene ricordare queste cose da fare per proteggere il PC Windows dal ransomware WannaCry.

LEGGI ANCHE: Programmi gratis contro i ransomware su Windows

10 cose da saper fare su Chrome per Android e iPhone

Giovani e meno giovani oggi tutti possiedono uno smartphone che bene o meno bene si è imparato a usare dovendo averci a che fare ogni giorno a livello lavorativo o personale; motivo principale per il quale nella fascia di età più avanzata c'è chi sa utilizzare il cellulare e non il computer.

Fra tutte le cose che si è imparato a fare con lo smartphone c'è anche la navigazione internet attraverso il browser web che su Android è la predefinita app Chrome di Google.

I meno esperti però concepiscono il browser internet unicamente come il motore di ricerca Google sul quale cercare e visualizzare i contenuti di proprio interesse, senza andare oltre in quanto inconsapevoli di tutte le altre funzionalità che l'app di navigazione web ha da offrire.

A tale proposito a seguire andiamo a vedere una lista di cose da saper fare con il browser internet del cellulare che potrebbero tornare utili a più livelli (in questa guida verrà preso in esempio l'app Google Chrome di Android in quanto il browser web predefinito su i cellulari con tale sistema operativo).

1. Navigare in incognito
Quando si naviga normalmente sul web i dati della navigazione vengono memorizzati sul browser internet, di conseguenza i siti che si è visitato in precedenza possono essere visti (sotto Menu > Cronologia) da chiunque utilizzi quel cellulare, ad esempio quando lo si presta a un amico o parente.
Android Chrome aprire Nuova scheda in incognito
Per evitare di lasciare traccia di ciò che si è visitato su internet, come nell'esempio sopra in figura, prima di collegarsi a quei siti si può aprire dal "Menu" (il pulsante dei tre pallini in verticale visualizzato in alto a destra) una "Nuova scheda in incognito" dove le ricerche effettuate, le pagine, i video e le immagini visualizzate non vengono memorizzate nel browser.

NOTA: Su Chrome la scheda in incognito la si distingue facilmente in quanto a sinistra della barra degli indirizzi è riporta l'icona del cappello con gli occhiali.

2. Cancellare i dati di navigazione
Se ci si è dimenticato di attivare la modalità in incognito oppure si è venuti a conoscenza solo adesso di tale modalità, ad ogni modo è possibile cancellare qualsiasi cronologia e dato di navigazione da Chrome portandosi in Menu > Impostazioni > Privacy > Cancella dati di navigazione e come nell'esempio sotto in figura:
Chrome per Android selezionare dati di navigazione da eliminare
dopo aver indicato l'opzione "tutto" in "Cancella dati a partire da" e indicato i dati che si desidera rimuovere (Cronologia, Cookie e dati dei siti, Immagini e file memorizzati nella cache e compilazione dei moduli), toccare il pulsante "Cancella dati" per eliminarli dalla memoria.

LEGGI ANCHE: Android come cancellare la cronologia di Chrome, Opera e Firefox

3. Aprire link in un'altra scheda o in incognito
Quando ad esempio su Google la ricerca ha restituito più risultati di proprio interesse, invece che aprirli sulla stessa pagina sulla quale ci si trova e quindi fare avanti e indietro tutte le volte, è più conveniente tenere premuto il risultato fino a che sullo schermo (come nell'esempio sotto in figura):
Android Chrome popup opzione Apri in scheda in incognito
compare il popup delle opzioni nel quale toccando la voce "Apri in un'altra scheda" quel risultato difatti verrà aperto in una nuova pagina separata e indipendente da quella iniziale. Per spostarsi fra le schede aperte non si deve fare altro che premere il numeretto che compare in alto a destra della barra degli indirizzi.

Tornando poi al discorso di non lasciare traccia dei siti visitati, tenendo premuto un risultato di ricerca o un link in generale si può notare che nel popup delle opzioni che compare sullo schermo è disponibile anche la voce "Apri in scheda in incognito" che appunto serve ad aprire quel risultato/link in una nuova scheda ma in modalità in incognito che non verrà memorizzata sul browser.

4. Visualizzare la versione desktop di una pagina web
Capita a volte di imbattersi in qualche sito o pagina internet non ancora ottimizzato per la visualizzazione da cellulare e in taluni casi ciò può determinare la mancata visualizzazione di alcuni contenuti che invece sono normalmente visibili quando si visita il medesimo sito o pagina web dal browser internet del computer.

In tal caso da Menu > Richiedi sito desktop è possibile chiedere al browser del cellulare di visualizzare la versione desktop (per computer) di quella pagina o sito web piuttosto che quella mobile, in maniera tale da avere accesso ai contenuti mancanti.

GUIDA: Come vedere la versione PC di un sito su Android e iPhone

5. Aggiungere sito o pagina web ai Preferiti
Può capitare di avere spesso a che fare più volte al giorno o alla settimana con alcune pagine internet di proprio interesse ad esempio meteo, quotidiano online e via dicendo.

Piuttosto che andarle a cercare tutte le volte con Google è molto più comodo e veloce aggiungere quel sito o pagina ai "Preferiti" del browser così da aprirlo rapidamente ogni volta che occorre.
Android Chrome aggiungere sito ai Preferiti
Come nell'esempio sopra in figura, per aggiungere un sito ai preferiti, una volta aperta quella pagina web si deve richiamare il "Menu" del browser e qui toccare il pulsante della "Stellina" facendola diventare di colore blu.

Fatto. Da ora in avanti per accedere alle pagine e siti preferiti salvati basterà portarsi in Menu > Preferiti ed ecco che compariranno in lista pronti da toccare per essere visualizzati sul browser.

NOTA: Volendo è possibile aggiungere alla schermata Home del cellulare un collegamento alla pagina o sito web di proprio interesse toccando l'opzione "Aggiungi a schermata Home" che si trovo sotto al "Menu".

6. Riaprire pagine internet chiuse in precedenza
Se non si è provveduto a cancellare la cronologia di navigazione e/o a navigare in modalità in incognito, all'occorrenza è possibile riaprire le ultime cinque pagine internet (ognuna aperta in una scheda separata) chiuse di recente.

Per fare ciò portarsi in Menu > Schede recenti e qui nella lista toccare quella desiderata per riaprirla sul browser internet.

7. Condividere una pagina o sito internet
Quando ci si trova su una pagina o sito web che si vorrebbe inviare a un'altra persona, si hanno a disposizione due opzioni. La prima, come nell'esempio sotto in figura:
Android Chrome condividere pagina web
portandosi in Menu > Condividi... e qui scegliere poi l'opzione di condivisione che più si preferisce fra quelle disponibili (ad esempio WhatsApp o Messaggi).

La seconda invece consiste nel tenere premuto il link da condividere fino a che sullo schermo compare il popup opzionale nel quale si deve poi toccare la voce "Copia link" (per copiarne l'indirizzo internet nella memoria del cellulare), dunque portarsi sull'app che si intende usare per la condivisione (ad esempio WhatsApp o Messaggi) e qui nel messaggio da inviare alla persona desiderata, tenere premuto il campo di inserimento testo fino a che non compare l'opzione "Incolla" che appunto incollerà il link precedentemente copiato, pronto da inviare.

8. Scaricare video, musica e pagine web e vedere i file scaricati
Nel caso in cui su Chrome si è trovato un video, un file audio o pagina web che si desidera scaricare sulla memoria del cellulare, in tal caso si può procedere in due modi (come nell'esempio sotto in figura):
Chrome Android pulsante per scaricare video, audio e altri contenuti
ovvero toccando il pulsante download che comparirà subito accanto al player in cui è riproduzione il contenuto multimediale, oppure in alternativa aprendo il "Menu" e qui toccando il medesimo pulsante di download (soluzione utile per questa per scaricare contenuti non audio/video sprovvisti del tasto download incorporato nel palyer di riproduzione).

Tenere in considerazione che le immagini è meglio scaricarle (nella loro risoluzione originale) tenendole premute fino a che sullo schermo compare il popup delle opzioni nel quale si deve poi toccare la voce "Scarica immagine".

Per quanto riguarda le pagine internet, allo stesso modo si può tenere premuto il link di proprio interesse fino a che compare sullo schermo il popup delle opzioni e qui infine toccare la voce "Scarica link".

LEGGI ANCHE: Chrome per Android scaricare le pagine web per leggerle senza internet

Tutti i video, audio, immagini, pagine internet scaricate sono reperibili in ogni momento sotto Menu > Download ordinati cronologicamente per data e ora di acquisizione.

9. Salvare password di accesso ai siti e vedere le password salvate
Qualora si è soliti accedere più volte al giorno o alla settimana a un sito sul quale ci si è registrati (ad esempio Facebook, la casella email e via dicendo), per evitare di dover immettere ogni volta indirizzo email e password di accesso si può invece prendere in considerazione di salvare i dati di login sul browser cliccando il pulsante "Salva" che comparirà, subito dopo aver effettuato l'accesso, in basso allo schermo nell'apposita notifica Chrome (come nell'esempio sotto in figura):
Android Chrome popup salvataggio password sito
In questo mondo le volte successive che si vorrà accedere a quel sito non si dovrà più immettere tali credenziali in quanto verranno autocompilate dal browser, dunque non si dovrà fare altro che toccare il solo pulsante di accesso.

Le password salvate in Chrome si possono gestire da Menu > Impostazioni > Salva password e qui portarsi all'indirizzo passwords.google.com al quale (per ragioni di sicurezza) si potrà accedere dopo essersi autenticati con il proprio account Google personale.

10. Cambiare motore di ricerca
Se per qualche ragione si avesse necessità di cambiare il motore di ricerca di Chrome utilizzandone uno diverso da Google oppure per tornare a quest'ultimo, portarsi in Menu > Impostazioni > Motore di ricerca e qui scegliere fra le opzioni disponili quella che più si preferisce, ovvero: Google, Bing o Virgilio.

11. Trovare una specifica parola nella pagina
Qualora ci si trovi su una pagina web con lunghi contenuti testuali ma si è interessati solo a un preciso argomento, invece di leggere tutto il testo fino a individuare la parte di proprio interesse si può fare in modo più veloce attivando dal "Menu" la funzione "Trova" che come nell'esempio sotto in figura:
Android Chrome ricerca Trova nella pagina
in alto allo schermo visualizzerà un campo di ricerca nel quale non resta che digitare il termine di proprio interesse per individuarlo subito nella pagina. Qualora ci fossero più corrispondenze di quel termine si potrà passare da una all'altra utilizzando le freccette di avanzamento messe a disposizione nello stesso campo di ricerca termine.

12. Attivare il risparmio dati
Visitare siti e pagine internet, aprire video, audio e immagini sul browser significa anche consumare dati di navigazione.

Ciò potrebbe essere un problema se quelli previsti dal proprio abbonamento non sono tanti (solitamente 2 GB mensili) e si naviga spesso sul web. In tal caso torna utile attivare dal "Menu" di Chrome l'opzione "Risparmio dati" che provvederà a comprimere nei server di Google i contenuti delle pagine web che si stanno vistando in maniera tale che il loro peso venga ridotto al fine di consumare meno dati di navigazione internet.

LEGGI ANCHE: Consigli per evitare di superare la soglia traffico dati su cellulare e tablet Android

13. Giocare al dinosauro
Infine qualora si avesse tempo da perdere è bene sapere che Chrome è provvisto anche di un minigioco integrato al quale si può giocare sia offline che online.

Più nello specifico si tratta del già recensito gioco del dinosauro dove si deve far correre il T-Rex con lo scopo di arrivare il più lontano possibile saltando i vari cactus e Pterodattili che si incontreranno durante il percorso e segnare così il punteggio più alto.

LEGGI ANCHE: Come riavviare Chrome su PC, Android, iPhone

Risolvere punti di ripristino che spariscono all'avvio di Windows

Può capitare che andando ad effettuare il ripristino di configurazione di sistema attraverso l'omonimo strumento di Windows, non c'è nessun punto di ripristino disponibile, neanche quello che si è provveduto a creare manualmente in via preventiva appena prima di apportare certe modifiche e/o installazioni di software particolari al PC.

E non centra neanche il fatto di aver esaurito lo spazio su disco riservato a questo strumento (di default ne vengono dedicati 10 GB) in quanto raggiunto il limite, in automatico verranno eliminati i punti di ripristino più vecchi in favore dei più recenti, di conseguenza dovrebbero risultare comunque disponibili almeno 3 - 5 punti di ripristino.

Problema che si potrebbe presentare in seguito all'installazione e/o disinstallazione dal computer di un programma che ha a che fare in qualche modo con il ripristino di configurazione di sistema, oppure in seguito alla corruzione di qualche file di sistema o per altre cause ancora. Qualunque sia il motivo a seguire andiamo a vedere come provare a risolvere la situazione.

I Soluzione - Disattivare e riattivare la protezione di sistema
Portarsi in Pannello di controllo > Sistema e sicurezza > Sistema e nella colonna a sinistra della finestra cliccare il link "Protezione sistema" per aprire la finestra "Proprietà del sistema" (come nell'esempio sotto in figura):
Finestra Protezione sistema Windows configurazione
Qui nella scheda "Protezione sistema" nella sezione "Impostazioni protezione" nelle unità disponibili con un clic selezionare quella facente riferimento a quella che contiene il sistema operativo solitamente "Disco locale (C:) (Sistema)" e poi cliccare il pulsante "Configura" per aprire la finestra "Protezione sistema per Disco locale (C:)" (sotto in figura):
Protezione sistema disco locale opzione Disattiva protezione sistema
nella quale nella sezione "Impostazioni di ripristino" selezionare l'opzione "Disattiva protezione sistema", confermare cliccando i pulsanti Applica e OK e riavviare il PC.

Riavviato il computer tornare nuovamente alla finestra "Proprietà del sistema", selezionare il "Disco locale (C:) (Sistema)", cliccare il pulsante "Configura" e nella finestra "Protezione sistema per Disco locale (C:)" adesso nella sezione "Impostazioni di ripristino" selezionare l'opzione "Ripristina impostazioni del sistema e versioni precedenti dei file" quindi confermare cliccando i pulsanti Applica e OK.

Infine tornare alla schermata "Proprietà del sistema" e sotto "Impostazioni protezione" cliccare il pulsante "Crea..." per creare un nuovo punto di ripristino. Fatto ciò riavviare il computer, lanciare lo strumento "Ripristino configurazione di sistema" e qui verificare se adesso il punto di ripristino precedentemente creato è rimasto memorizzato e non cancellato come accadeva prima dopo ogni riavvio di Windows.

LEGGI ANCHE: Creare, eliminare, programmare punti di ripristino su Windows con Restore Point Creator

II Soluzione - System File Checker
Se la prima soluzione non ha dato esito positivo si può tentare di risolvere il problema avviando il Controllo File di Sistema (in inglese System File Checker) ovvero uno strumento predefinito di Windows che permette di ripristinare gli eventuali file di sistema mancanti o danneggiati. Vediamo come procedere.

1. Aprire il menu Start e digitare la parola "prompt" quindi sul risultato "Prompt dei comandi" che verrà restituito farci un clic destro di mouse e nel menu contestuale cliccare l'opzione "Esegui come amministratore" (su Windows 10 è sufficiente fare un clic destro sul tasto Start e nel menu che compare cliccare "Prompt dei comandi (amministratore)" LEGGI ANCHE: Riavere il Prompt dei comandi invece che PowerShell su Windows 10 Creators Update)
Prompt comandi Windows 10 System File Checker
2. Aperto il prompt dei comandi, come nell'esempio sopra in figura, digitare e inviare il comando sfc /scannow per avviare lo strumento System File Checker. Al termine dell'operazione riavviare il computer, creare un nuovo punto di ripristino e riavviare nuovamente il PC per verificare se il problema è stato risolto, ovvero se i punti di ripristino creati restano in memoria dopo il riavvio di Windows.

LEGGI ANCHE: Cosa fa e non fa il Ripristino configurazione di sistema Windows